“A quindici anni la vita ci appare nel suo massimo fulgore. A quella età abbiamo già compreso tutto. La bellezza del mondo ci appare in tutta la sua luce e le sue possibilità, con l’immediatezza di una reminiscenza. Tutte le occasioni sono aperte, ancora da cogliere. Le malinconie che ci assalgono, lungi dall’essere angoscia sul futuro, sono in realtà intuizioni tragiche della vità che verrà. Abbiamo vigore fisico e mentale. Poi cresciamo: da adolescenti diventiamo giovani, adulti, vecchi. Il Mondo si rivela nel suo vero Essere. Noi ci guardiamo sempre più indietro. Ci ingarbugliamo, ci smarriamo, la vita si strìa di amarezze velenose. La maturità è piena di angosce vere che prendono nome e cognome ed hanno volti noti. La vecchiaia è una tomba. Se guardate gli adolescenti li vedete sempre spavaldi e sicuri di sè. Non sono ingenui, colgono solamente l’attimo dei classici greci, Carpe Diem. I wanna be fifteen, forever”.
Giugno 11, 2008 alle 10:43 pm
Io a 15 anni ero una rimbambita cosmica, non avevo capito un tubo, e non tornerei indietro neanche se mi promettessero fama e ricchezza. Povero Karl.