I buoi di Berlusconi in fuga

Quando i potenti entrano in campo per rassicurare il popolo in preda al terror panico il sospetto è dietro l’angolo: il sospetto che le cose possano solo peggiorare .

Tutti ricordano il famoso appello contro la svalutazione della lira di Amato, 24 ore prima che la lira svalutasse per ordine dello stesso dottor Sottile che si fece notare anche per aver imposto una tassa patrimoniale a lungo smentita nelle interviste.

Quando il potente scende in campo, di solito, è già impotente ed il suo intervento è una lugubre annunciazione del disastro che incombe, condito da un pizzico di senso di colpa.

Ecco perché l’intervento di Berluska – alla Fiera del Levante di Bari – quando ha invitato i risparmiatori in fuga dalla Borsa a mantenere saldi i nervi ed i titoli nel portafoglio – appare sinistra ed intempestiva: “credo che tutti devono (semmai debbano) tenere nervi saldi, non si devono scambiare gli alti (??????????) ed i bassi della Borsa con la consistenza delle aziende etc etc..

Ma, caro Berlusconi, chi doveva vendere ormai ha venduto , i buoi, come si suol dire sono scappati dalla stalla ed a piangere sul latte versato sono rimasti gli azionisti terrorizzati che a vendere adesso ci rimetterebbero la camicia. I ribassi in Piazza Affari degli ultimi giorni sono causati dai corvacci della speculazione che giocano al ribasso, non dal popolo risparmiatore che si guarda bene dal buttare tutta la carta straccia nel cestino.

Il Parco Buoi, insomma, è vuoto e desolato e Berlusconi predica nel deserto (per parlare con gli speculatori, poi, basterebbe una telefonata).

Anzi, visto il personaggio si può parafrasare Fox clamantis in desertum , data l’innata furbizia che porta a temere il solito conflitto di interessi: prima o poi il Presidente del Consiglio dovrà rifilare un po’ delle sue proprietà al mercato a prezzi migliori degli attuali ed il contemporaneo intervento in TV del rubicondo ministro Martino sull’argomento sembra confermare l’idea di una combutta; dice -lapalissianamente – il ministro di Forza Italia: “il mio consiglio agli italiani è il seguente, comprare quando tutti vendono”.

Con il necessario corollario che i politici, solitamente, vendono quando tutti comprano.

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