I rischi della clonazione. Ma dove sta il pericolo?

Tutti i maggiori centri di potere mondiale: George Bush, il Vaticano, l’Unione Europea – in stretto ordine di rilevanza – bocciano le ricerche della società americana ACT la quale lavorando sulla generazione degli embrioni, ha annunciato al mondo di poter clonare l’uomo (Si-può-fareeee! Urlerebbe Gene Wilder…).

I grandi dubbi che si pongono sono questi; uno è di ordine morale ed uno di ordine politico:

1) E’ giusto creare e poi uccidere un embrione per scopi di ricerca? Può l’uomo creare l’uomo e poi ucciderlo?
2)Come controllare il proliferare di embrioni-uomini-artificiali? Se uno scienzato pazzo – scusate la banalità – avrà il potere di creare orde di uomini partendo da embrioni tutti uguali e programmati – potrà controllarne pensieri ed azioni, avendo a disposizione un esercito di imbecilli pronto a tutto.

Sono due interrogativi enormi che ognuno di noi deve risolvere in coscienza, io dico questo:

a) Voglio sapere come la pensa bin Laden.

b) La grande questione è se un embrione è una vita o no, da quando cessa di essere embrione (tre secondi, un minuto, due giorni, etc.)e diventa una vita? E soprattutto c’è qualcuno che rimane embrione tutta la vita?
Sulla natura umana dell’embrione, su questo cavillo filosofico- biologico nasce la divisione tra Guelfi – i cattolici – e Ghibellini -gli scienzati -, un po’ come quando partisan ed eretici cristiani subito d.C. si massacravano in una guerra fra sette ideologiche ed organizzavano un paio di scismi inseguendo l’evoluzione solido-gassòsa del figlio di Dio (è uomo? è spirito? un misto?).
La mia previsione è che sulla questione vinceranno i cattolici, data la miglior abitudine alle dispute bizantine.
Se poi bisogna decidere se è giusto uccidere l’uomo dopo averlo fatto nascere beh, qui ce ne corre di roba…

c) La storia dello scienzato pazzo o simili è interessante, vediamo di immaginare qualche scenario apocalittico, non so tipo un beduino con un fazzoletto in testa che riesce a costruirsi un esercito di terroristi programmandoli a leggere in un certo modo il Corano ed ad un cenno – magari criptato su un sito porno – riesce a scagliare molti di essi con aerei di linea sopra alcuni palazzi;
un altro scenario possibile è che alcuni politici, in combutta con alcuni miliardari multinazionali, decidano di imporre la loro egemonia sul mondo globalizzato programmando i consumatori ad amare gli stessi film, gli stessi panini, la stessa Coca Cola, uccidendo le differenze in nome del libero mercato ed accentrando il profitto e la produzione in un sistema chiuso di realtà potentissime militarmente ed economicamente;
la cosa peggiore poi – ma non voglio neanche pensarci – è che in paesi come l’Italia venga eletto un imprenditore con 3 televisioni perché non c’è niente di meglio.

Si, ecco, beh…ma c’è da fare tutto ‘sto casino per una clonazione?

Aiuto! Gli alimentari!

Ancora una volta gli americani-realtà battono la satira-finzione.

Un aereo Usa dedicato al lancio di aiuti umanitari in Afghanistan ha centrato, con una cassa di alimentari e coperte, una donna ed un bambino, uccidendoli.

Questa notizia ha un potenziale comico e tragico allo stesso tempo, da sola vale mille vignette, cinquanta spettacoli di cabaret.

Il tono tragi-comico della questione viene ovviamente amplificato dagli spokesmen del Pentagono che si trincerano nell’ottusità delle dichiarazioni di rito: “Gli USA sono molto addolorati. Si fa presente che molto tempo e attenzione sono dedicati alla scelta dei luoghi ritenuti idonei a ricevere gli aiuti umanitari”.

Insomma viene voglia di dirgli grazie due volte: una per l’errore ed uno per la cura che ci hanno messo nel compierlo.

Ho un solo dubbio: che non si tratti di un incidente.

Gli americani si sa, preferiscono dirsi fessi che bastardi: all’inizio della guerra hanno centrato tre volte – ufficialmente per sbaglio – un deposito della Croce Rossa; in realtà forse lì si celava un centro logistico Taliban ma guai a sputtanare la Croce Rossa. Ancora, a Belgrado, durante l’attacco al regime di Milosevic, fece scalpore il bombardamento dell’Ambasciata Cinese; ufficialmente uno sbaglio colossale ma i bene informati sussurrano che da lì operasse l’intelligence jugoslava, ben coperta dal regime di Pechino, insomma guai a sputtanare i cinesi.

Ma chi volevano colpire i top gun USA buttando quella cassa dall’alto?

Ma che domande: una delle figlie di bin Laden, una di quelle date in sposa ora al mullah, ora al Fratello Terrorista Musulmano, ora a tutti e due per cementare i legami in Al Qaeda.

Le figlie dello sceicco con i loro matrimoni, spesso smentiti, sono in assoluto la miglior barzelletta di questa guerra.

Ma sono anche un bersaglio per i pignoli militari USA, pur nel rispetto delle regole della cavalleria militare: “una donna non si tocca nemmeno con un fiore”.

Meglio una cassa da un quintale.

Stupro alla texana

La Corte di Cassazione, ha ribadito la sentenza di colpevolezza per un marocchino accusato di violenza sessuale.

Quest’ultimo aveva fatto ricorso sostenendo di non aver commesso lo stupro perché la donna in questione, in quel momento, indossava i Jeans.

La Corte ha sentenziato che (riporto in virgolette): “i jeans indossati da una donna non sono una causa sufficiente a escludere il reato di violenza sessuale, specie se la paura della vittima di subire altre violenze da parte dell’assalitore determina la possibilità di sfilare più facilmente i pantaloni.” (chiudo le virgolette).

Bene, direi che si tratta di una sentenza storica per tutta una serie di motivi:

1) Che cazzo vuol dire? Cioè, non si capisce. Almeno io non capisco: specie se la paura della vittima porta a sfilare più facilmente…boh! Incomprensibile, ma chi la scritta? Il marocchino di cui sopra?

2) Pur parlando di Jeans per una volta tanto la decisione storica non l’ha presa la Corte Suprema Usa bensì la Corte di Cassazione che sta a Roma Centro.

3) Sempre con riferimento al punto 1) deve trattarsi di una Sentenza Storica, deve in qualche modo segnare uno spartiacque nella condizione delle donne (specie marocchine), dovrà incorporare in sé il riscatto dopo anni di umiliazioni della società, insomma deve…insomma vorrà significare qualcosa: “in sé non significa che si toglie i pantaloni piu facilmente perché sono Jeans…insomma, boh, qualcosa di storico vorrà pur dire.

4) Proviamo a rimontare la sentenza:”la presenza dei jeans abbottonati (o sbottonati?) non esclude lo stupro anzi, lo facilita, almeno i Jeans stretti…niente non ce la faccio, rinuncio…sarà che è sera tardi.

Insomma, mi sa che lui l’ha stuprata, o ha tentato di farlo, ma essendo ubriaco s’è dimenticato di toglierle i pantaloni (jeans)e l’ha fatto sopra il Denim, in più la donna non ha chiamato la polizia un po’ perché gli extra-comunitari sono un poco discriminati (come dice la cassazione) un po’ perché se già non si capisce un cazzo di come scrive la Cassazione figuriamoci se ci basavamo sul rapporto della Questura.

Cossiga ed il blocco del PC: lui scrive a Bill Gates

Il più funambolico, imprevedibile, ambiguo dei politici italiani, Mr Francesco Cossiga, ha scritto una lettera pubblica a Mr Bill Gates, proprietario di Microsoft per un malfunzionamento del nuovo sistema operativo Windows XP.

Tutti i computer del suo ufficio sono bloccati.

Proviamo ad immaginare la risposta di Mr Bill Gates:

a) Dear Mr Kossiga, “boia chi molla”(supponendo che Gates, informandosi frettolosamente da qualche suo amico della CIA, sospetti il Cossiga di simpatie nostalgiche).

b) Dear Mr Cossiga, che succederebbe se tutti italian citizens le scrivessero per un semplice malfunzionamento del suo sistema politico? (uhm…Beh, domanda interessante…la paralisi della posta, I suppose)

c) Dear Mr Cossiga, I know your celebri sassolini da togliere dalla scarpa, maybe qualcuno è finito nella cache(l’impallamento della memoria di Windows è l’opzione più probabile se nei file di Cossiga ci fossero tutti i misteri della politica italiana).

Osama se la ride: buonumore nell’intervista segreta

Nell’ultima intervista rilasciata da bin Laden al suo giornalista preferito, il pakistano Hamid Mir, lo sceicco si è lanciato in minacce di ogni genere: la bomba atomica, la guerra chimica, i bambini americani (Osama: i bambini non dovevano morire sotto le torri, che ci facevano lì? Oppure la classica battuta spregiativa: questa cosa è talmente semplice che la capisce anche un bambino americano…).

Ma oltre alle parole dure Osama si è anche lasciato andare, due volte si è messo a ridere.

La prima quando il giornalista gli ha chiesto: è vero che lei ha sposato la figlia del mullah Omar? Non è vero, ah ah ah.

La seconda alla domanda: le ha mandate lei le lettere all’antrace? Ha detto di non saperne nulla e giù a ridere, ah ah ah.

Confesso che comincia a sfuggirmi qualcosa su questa guerra.

Ma forse è solo un problema di traduzione dall’arabo al pakistano all’inglese.

Sia per il video-rivendicazione che per quest’ultima intervista molti giornalisti ed addetti del Pentagono hanno invocato un problema di traduzione.

Il portavoce del Ministero della Difesa Usa, relativamente alla minaccia di Osama di usare le armi nucleari ha detto: “stiamo studiando le dichiarazioni, forse c’è un problema di traduzione, non confermiamo ancora il possesso dell’arma atomica“.

Ma che può aver detto bin Laden che possa sconcertare gli americani? Proviamo ad indovinare:

1) Se gli americani SUONERANNO LE LORO CAMPANE anche noi suoneremo LE NOSTRE CAMPANE, le abbiamo anche noi (ma che se ne fa un arabo delle campane?)

2) Se gli americani CONTINUERANNO A GETTARE PACCHI DI VIVERI pieni di salame e bourbon anche NOI tireremo loro PACCHI DI VIVERI pieni di cibo offensivo, li abbiamo anche noi (ma cos’è che un americano medio si rifiuterebbe di mangiare? Deve essere veramente letale…merda?)

3)Se gli americani BLOCCANO I MIEI CONTI IN SVIZZERA, anch’io bloccherò i LORO CONTI IN SVIZZERA, i bancari li abbiamo anche noi (questa a dire il vero è la minaccia più vaga, anche se è difficile immaginare qualcuno di più scortese di un bancario arabo, che vive in Svizzera, poi).

La guerra diventa cosa poco seria

Due mesi dopo l’11 settembre la tragedia sta assumendo proporzioni più consone alla Commedia Umana.

Te lo do, non te lo do (bin Laden)..

Due anni fa il mullah Omar stava per consegnare Bin Laden a Washington ma poi quello ha fatto l’attentato in Somalia, gli Usa hanno bombardato l’Afghanistan e Omar – ci scusi la confidenza – ha cambiato idea, ovvero una volta che i buoi sono usciti dalla stalla tu che fai? Ti ci chiudi dentro.

La sposo, non la sposo. Te la do, non te la do (mia figlia).

Nella sua recente intervista al giornalista pakistano Hamid Mir, Osama ha mostrato di saper spaziare, in un’intervista alla Sabelli Fioretti, dalle cose serie – il nucleare – al faceto: è vero che ha sposato una delle figlie di Omar oppure il contrario, cioè che Omar ha sposato una figlia sua? (che razza di domanda, poi…magari ognuno ha sposato la propria di figlia, no?). Mr Laden si è messo a ridere ed ha smentito.

Neanche questo è dato sapersi a noi occidentali affamati di notizie?

Ci vado, non ci vado (a Kabul)

L’Alleanza del Nord sta avanzando verso Kabul ma Bush e Musharraf il Pakistano ci hanno ripensato, fermatevi nei dintorni della capitale, dicono, non entrate.

Altrimenti si crea il caos, i fondamentalisti pakistani si incazzano un altro po’ e poi a pensarci bene, anche i mujaeddhin sono delle teste calde.

Sono gli stessi drammi strategico-politici che avevano attanagliato Bush padre che decise di non entrare a Baghdad durante la crisi del Golfo. Solo che Bush jr è già nelle pesche dopo un mese di guerra, figuriamoci fra due.

Si ha l’impressione che a dispetto dei proclami imperituri – Guerra Santa, Libertà duratura – i protagonisti di questo conflitto mostrino una naturale predisposizione al ridicolo.

Un po’ di rispetto per la guerra, per favore.