Once you try black

Barack ce l’ha fatta. Dopo un’estenuante campagna per le primarie durata più di 5 mesi ha finalmente sconfitto Hillary Clinton nella corsa alla nomination per il partito democratico. Certo, ora la gara si fa più difficile perché il popolo delle primarie era un popolo di attivisti, già orientato su valori democratici per cui votare il primo afro-americano con serie chance di vittoria era si un atto estremamente progressista ma pur sempre da parte di un elettorato già progressista.

Ora si esce in mare aperto, bisogna conquistare voti nuovi, degli elettori disaffezionati alla politica, di frange conservatrici e più marginali, politicamente parlando. Si va contro John McCain, che non solo per l’assonanza con l’attore-cowboy più famoso, rappresenta una certa america repubblicana, conservatrice e diciamolo pure a fin di bene: un po’ razzista.

Una mia amica texana qualche mese fa sentenziò: “gli americani del midwest (e del west) piuttosto votano una donna (la clinton) ma non voteranno mai un nero”. Beh adesso lo vedremo, la donna c’è più mentre arriva Barack, la speranza quasi-bianca del popolo nero d’America, l’eroe degli artisti di Hollywood, in definitiva l’unico che rappresenti qualcosa di veramente nuovo made in USA e per il mondo intero, con l’augurio che in caso di vittoria sappia veramente confrontarsi con il resto del mondo con un dialogo alla pari, più orizzontale, pur rimanendo saldo nelle decisioni che contano. Che sappia far politica senza farsi precedere dal solito pregiudizio dell’America imperialista e del Grande Satana, accusa che sarebbe difficile da rivolgere a Barack Hussein Obama. Nomen Omen.

Di sicuro per vincere il senatore dell’Illinois (che sta comunque nel midwest) non dovrà solo guardarsi dai bovari che hanno già pronto un cappio al collo per lui, laggiù, dalle parti di Abilene, ma dovrà anche recuperare i consensi incerti all’interno del partito democratico. Secondo Laura Rodotà sul Corriere il principale problema di Barack saranno le donne bianche, di una certa età, che tifavano per Hillary prima e che difficilmente voterebbero per un nero, come direbbe la mia amica americana.

E’ sicuro che a queste signore mancano certi riferimenti cinematografici della generazione delle 30-40 enni. E’ evidente che a loro mancano gli artisti rap, gli atleti del basket, certi attori con gli attributi ed una certa iconografia del coloured istruito, di successo ma ribelle fino in fondo, almeno dentro ai pantaloni. Si ha l’impressione che sia una questione di tempo e se per Barack non sarà per questa volta, sarà per la prossima quando le signore dell’età di Hillary finiranno in bacino di carenaggio.

Le giovani donne bianche hanno già scelto.

Once you try black you never go back.

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