No Tax(i) Area

Dichiarazione redditi di persone fisiche con il codice attività 60.22.1 (trasporto con veicoli da piazza). Milano, 2005.

1) Abdel Al Ibrahim – 1.188 euro

2) Acampora Salvatore – 0 euro

3) Accetta Giancarlo – 4.459 euro

4) Achilli Manuela – 0 euro

5) Acquario Nunzio – 7.304 euro

6) Acquaviva Armando – 10.540 euro

7) Acquaviva Gianfranco – 5.732 euro

8) Acquaviva Fortunato Vittorio – 33.468 euro

9) Acquaviva Giovanni Luca – 0 euro

10) Acquaviva Rosalinda – 0 euro

11) Acquaviva Stefano – 6.654 euro

12) Acquistapace Andrea – 2.948 euro

13) Adorni Angelo – 21.451 euro

14) Afflitto Daniele Luigi – 6.972 euro

15) Aiolfi Giovanni Delfo – 3.030 euro

16) Aiuto Giuseppe – 6.742 euro

17) Albanese Claudio – 6.674 euro

18) Albanese Mariangela – 0 euro

19) Albanesi Davide Michele – 2.065 euro

20) Albanesi Gaetano – 5.971 euro

21) Albani Marco – 15.370 euro

22) Albertini Gianni – 6.229 euro

23) Albertini Massimiliano Ivan – 10.218

24) Alborghetti Valerio Vicenza Gio – 7.230

25) Alemu Abiye – 0 euro

26) Alfarano Giuseppe Roberto – 12.766 euro

27) Alfrandi Marco – 11.296 euro

30) Allegri Giuseppe – 1.384 euro

31) Allocchio Marco – 3.711 euro

32) Alloisio Gianni – 19.844 euro

33) Almanzo Giuseppe – 11.140 euro

32) Alocarni Roberto – 77 euro

33) Aloisio Salvatore – 10.117 euro

34) Alquati Renato – 4.955 euro

35) Alunno Bruno Osvaldo Camillo – 10.236 euro

36) Amabile Marco – 1.801 euro

37) Amadori Massimo – 10.160 euro

38) Ambrosino Mattia – 13.501 euro

39) Ambrosio Massimo – 0 euro

40) Amelotti Roberta – 2.002 euro

41) Amoroso Renato – 7.574 euro

42) Ampolo Salvatore – 6.069 euro

43) Anastasi Alberto – 929 euro

44) Anastasio Vincenzo – 9.876 euro

45) Andreasi Aronne – 15.535 euro

46) Andreasi Mirco – 0 euro

47) Andreetti Fabrizio Lionello – 5.391 euro

48) Andreola Giovanni Donato – 13.148 euro

49) Andreoli Gianmario – 7.298 euro

50) Andresani Giuseppe – 34.282 euro

51) Bardizza Walter – 6.042 euro

52) Barezzani René – 9.577 euro

53) Bariani Ugo – 0 euro

54) Barichello Paolo Ambrogio – 4.415 euro

55) Barin Marco – 7.493 euro

56) Bariselli Carlo – 19.031 euro

57) Barizza Luciano – 6.717 euro

58) Barlassina Gualtiero – 13.120 euro

59) Barone Roberto Carmine – 2.124 euro

60) Baronio Marco – 7.959 euro

61) Barucca Giorgio – 4.934 euro

62) Baruffi Sara – 0 euro

63) Baruffi Gianbiagio – 0 euro

64) Basciano Maurizio – 15.317 euro

65) Basilio Aldo Maurizio – 399 euro

66) Bassanini Luca – 5.936 euro

67) Bassetti Gianni – 2.961 euro

68) Bassi Daniele – 7.339 euro

69) Bassi Davide – 9.868 euro

70) Bassi Marco – 8.368 euro

71) Basso Giulio – 5.452 euro

72) Basso Ricci Francesco Maria – 0 euro

73) Battaggia Marco – 4.043 euro

74) Battaglia Fernando – 22.453 euro

75) Battaglia Giuseppe – 0 euro

76) Battaini Massimiliano – 7.848 euro

77) Battistella Brunello – 5.412 euro

78) Batzella Silvio – 11.874 euro

79) Bavecchi Alessandro – 0 euro

80) Bellamio Amilcare – 1.589 euro

81) Bellarosa Renato Amilio – 14.664 euro

82) Bellasio Omar Davide – 0 euro

83) Belli Giovanni Angelo – 7.749 euro

84) Belli Luigi – 4.607 euro

85) Belligero Giovanni Battista – 4.254 euro

86) Bellina Danilo Giuseppe Elia – 9.471 euro

87) Bellini Emanuele – 5.232 euro

88) Bellizardi Eros Eugenio – 1.003 euro

89) Bellone Orazio Stefano – 2.274 euro

90) Bellossi Emilio – 0 euro

91) Bellutti Andrea Giulio Maria – 10.069 euro

92) Belmonti Diodato – 12.739 euro

93) Belmonte Luigi Walter – 6.764 euro

94) Belveder Ivan – 2-369 euro

95) Belvedere Osterio – 3.246 euro

96) Benatti Johnatan Lorenzo – 11.711 euro

97) Benazzo Mauro – 0 euro

98) Benedetti Sergio – 4.477 euro

99) Benetti Stefano – 2.296 euro

100) Beneventi Marco – 4.129 euro

E mi fermo qui. 100 tassisti dovrebbero fare un campione attendibile.

Continuando a scorrere la famosa lista della agenzia delle entrate pubblicata su Internet persiste più o meno la stessa distribuzione di reddito netto dei primi 100.

Molti non dichiarano nulla, la maggioranza dichiara tra i 5 ed i 10 mila euro. Pochi tra i 10 ed i 20mila. Pochissimi sopra i 20mila.

Il reddito annuo medio del campione è pari a circa 6.746 euro, che significa 18 euro al giorno. Un guadagno piuttosto misero. Altro che precari. Anche i tassisti non arrivano a fine mese. Ma allora perché tutti li chiamano privilegiati? Perché tutti vogliono le loro licenze?

Secondo un articolo di Repubblica di qualche mese fa, basato sempre sui famigerati dati fuoriusciti dall’Agenzia delle Entrate per l’anno 2005, in 7 casi su 10 tra i tassisti si verificherebbero irregolarità fiscali per pagare meno tasse. D’altronde i ricavi dei tassisti sono soggetti ad una autodichiarazione dei contribuenti stessi che non sono tenuti ad emettere ne ricevuta fiscale ne scontrino.

La cosa piu divertente, tuttavia, è la differenza di redditi all’interno della categoria: com’è che il numero 8 Acquaviva Fortunato guadagna 33mila euro ed il numero 14 Daniele Luigi Afflitto non arriva a 8mila? Non fanno lo stesso mestiere? Non gestiscono un numero simile di chiamate? (i taxi non si chiamano per nome dell’autista, ma il primo che si libera, e dubito che il servizio dell’uno sia tanto migliore di quello dell’altro). O dipende solo dal cognome? Se ti chiami Fortunato guadagni di più, se Afflitto di meno?

 

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9 Risposte to “No Tax(i) Area”

  1. Pippawilson Says:

    Già, poveri tassisti per quello non vogliono smollare le licenze, già non fanno una lira. Tutti tranne Acquaviva Fortunato Vittorio – 33.468 euro, proprio Nome Omen, suo figlio l’avrà chiamato Onesto?

  2. Dom Says:

    Per me acquaviva sapeva di essere uno dei primi della lista in caso di controlli, adesso appena cercherà su google il proprio nome potrà denunciarti per violazione della privacy ;-P che dio t’assista! (con l’apostrofo)

  3. jonkind Says:

    Beh, mi pare che Acquaviva sia l’unico che non deve preoccuparsi di nulla, dato che dichiara piu di tutti. In ogni caso, per sicurezza, parliamone al telefono di questa questione, non rischiamo nemmeno di essere intercettati.

  4. Salvatore Says:

    Prima di parlare a vanvera, cercate di informarvi sulle caratteristiche di questo lavoro. Lo dico a voi tutti e lo dico a quegli ignoranti dell’agenzia delle entrate e dei giornalisti. L’unico vero scopo è quello di far scomparire il ceto medio al fine di creare nuove lotte di classe che farebbero comodo ai neo-comunisti e alle grosse multinazionali che comandano e controllano il sistema economico italiano. Venitemi a trovare su facebook alla voce “tassisti napoletani”.

  5. jonkind Says:

    Gentile Salvatore,

    ho visto il suo gruppo su Facebook.

    Le faccio una domanda: ieri, causa auto in revisione, ho preso il taxi a Milano per un paio di viaggi. Ho speso più di 100 euro in una giornata ed in cambio ho ricevuto due bigliettini scarabocchiati per farmi rimborsare dal mio datore di lavoro.

    Dato che non ho elementi per capire. Come vengono pagate le tasse su quei cento euro? Non mi è chiaro. Ma lei conoscendo le caratteristiche del suo lavoro lo può spiegare meglio a me ed ai lettori di questo blog.

    Quanto al ceto medio non saprei: in Italia solo duemila contribuenti dichiarerebbero più di 100mila euro di reddito l’anno. Quindi siamo tutti ceto medio. Per farlo sparire ce ne vuole.

  6. Salvatore Says:

    per jonkind.
    Lei ha centrato un altro aspetto di questo lavoro che non ha avuto mai una regolamentazione univoca e chiara. Ad oggi il tassista viene inquadrato come artigiano, come se fabbricasse o riparasse scarpe, come se costruisse presepi o come se faccia il parrucchiere, tanto per intenderci. Le normative contributive e fiscali andrebbero riscritte ex novo, altrimenti si rischia di passare per quelli che guadagnano tanto ed evadono il fisco. Infatti è proprio ciò che sta accadendo. Nel suo caso specifico, poi, 100 euro per 2 corse, io non so quanti chilometri abbia percorso in taxi, ma so che a Napoli per pagare 100 euro di taxi bisogna percorrere quasi 130 km. Le assicuro che da noi ce la passiamo davvero male. Purtroppo le tariffe che sono tariffe amministrate dal comune, variano da città a città. Le tasse non vengono pagate sui 100 euro ma in maniera forfetaria o attraverso l’iscrizione a Cooperative di produzione e lavoro. La terrò costantemente aggiornato se avrà modo di seguirmi su facebook nel mio profilo che è acessibile a tutti e che troverà facilmente attraverso il gruppo tassisti napoletani. Mi attiverò per creare un gruppo TASSISTI-UTENTI-ENTI LOCALI e se possibile anche coinvolgendo altri organi preposti come le Camere di Commercio, giornali, politici eccetera. Vi voglio numerosi. A presto

  7. jonkind Says:

    Beh,

    a differenza degli artigiani voi siete concessionari (privati) di un servizio pubblico. Ecco perché le tariffe le fa il Comune mentre non si spiega perché queste tariffe salgano sempre e non scendano mai (neanche con la benzina al ribasso). Inoltre, almeno a Milano (a Napoli non so) le tariffe sono in media 30/40% rispetto a città non certo da terzo mondo quali Barcellona, Parigi, New York.

    Capisco il regime forfetario, ma ogni regime forfetaria traccia perlomeno i ricavi su cui applica una percentuale fissa di costi per calcolare il reddito. Non mi pare sia così nel vostro caso e dubito ci siano persino uno studio di settore applicabile.

    Comunque noto con piacere che lei riconosce la questione… “Le normative contributive e fiscali andrebbero riscritte ex novo, altrimenti si rischia di passare per quelli che guadagnano tanto ed evadono il fisco. Infatti è proprio ciò che sta accadendo.”..

    Ci faccia sicuramente sapere delle sue iniziative sulla questione. Se portano trasparenza ed equità agli utenti saranno sicuramente bene accette.

  8. Salvatore Says:

    http://www.progetto-rena.it/public/post/il-telescopio/31-la-questione-dei-taxi-tra-de-regulation-e-ri-regulation-.asp

    Qui sopra c’è il link ad un aricolo scritto da una persona che reputo il più competente in materia, che abbia mai avuto modo di conoscere: è’ un vero esperto e prende in considerazione molti aspetti di questo lavoro. Per quanto concerne tariffe in costante aumento, le ragioni sono molteplici come numero di taxi in circolazione rispetto al numero di abitanti, piani urbanistici specifici e non specifici come corsie, centri storici, parcheggi…. ma i motivi, mi creda, sono tutti da addebitare alle varie amministrazioni locali. Mi farò comunque vivo per aggiornarle sulle iniziative prese. A presto

  9. jonkind Says:

    Indubbiamente interessante caro Salvatore, anche se la distinzione tra concorrenza (per il) mercato e non (nel) mercato mi sembra un po’ fumosa.

    Ci tenga aggiornati.

    Tuttavia nel link non si parla del regime fiscale per i tassisti che io non ho ancora capito: si paga un fisso l’anno? un tot. a chilometro? Lo studio di settore? O cosa?


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