Lodo Alfano: “God save the Fab Four”

“Stai tranquillo. Sereno… Stai Sereno”.

Quando arriva qualcosa di simile ad un attacco d’ansia, sono queste, di solito, le parole che i vostri amici, i vostri cari, coloro che, insomma, vi stanno vicino, vi dicono per rassicurarvi e farvi recuperare la tranquillità.

Serenità. La serenità è tutto per poter vivere bene e raggiungere i propri scopi ultimi.

Serenità! E’ un processo di meno senza veleno la serenitaaaàà….canterebbero Albano e Romina Power (un bel nome per le centrali nucleari del futuro)

Comunque sia è serenità la parola-chiave. Echeggiata più volte oggi alla Camera durante il dibattito per l’approvazione del discusso lodo Alfano, la serenità è stata invocata dai deputati del centro destra (e sfiorata da Casini) per giustificare la discussa norma che mette uno scudo ai processi per le 4 più alte cariche dello Stato: Presidenza della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato. Grazie al lodo Alfano, per tutta la duranta del loro incarico, Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Renato Schifani, non potranno essere processati da nessun Tribunale della Repubblica, almeno fino a quando dura la loro carica istituzionale.

E’ evidente come una norma del genere abbia una forte valenza costituzionale. Prevede un patto ab origine, tra il popolo e le istituzioni democratiche, secondo il quale il diritto di rappresentanza democratica degli eletti è superiore al diritto di giustizia (si potrebbe dire una prevalenza della politica sulla magistratura, sul diritto naturale) Ma questo principio è già presente nelle democrazie occidentali, seppur non in forma assoluta, attraverso il meccanismo delle immunità parlamentari, con vario diritto di deroga. Il Lodo Alfano, piuttosto, ha valenza costituzionale in quanto introduce una specie di Diritto della Corona (o Sovereign Immunity) a non essere giudicata (e nemmeno infastidita) che pertiene non a tutti gli eletti ma alle istituzioni-chiave ed a chi le ricopre.

Ora, che in un caldo fine settimana di Luglio il Parlamento italiano, con la speditezza che si riserva, di solito, al cambiamento delle norme che regolano la caccia e la pesca o le dimensioni dei natanti d’alto bordo, si imbarchi nella ridefinizione del rapporto tra il Sovrano (o lo Stato) ed il corpo elettorale-sociale sa di mancato momento storico, di sicuro, o perlomeno di inadeguatezza dei risultati (ma pure delle intenzioni).

Non viviamo in una società in pericolo, non esiste il pericolo di rivoluzioni, di disgregamento sociale, di invasione sassone dal mare. Se domani Napolitano prende una storta, Berlusconi scappa con la Carfagna, se Fini lascia tutto per comprare il Boca Juniors o se Schifani si mette a suonare ai matrimoni non succede nulla, davvero nulla. Si cambia, come si è fatto decine di volte, con i governi balneari, i ribaltoni, l’alternanza tra centro-destra e centro-sinistra. La volontà di dare un colpo di drammatica e retorica al momento storico (la nascita di una nuova repubblica? la terza? la quarta? che?) porta solo a scantonare ancora una volta dai doveri della politica adulta per montare un pasticcio di Stato Etico (diremmo in questo caso Stato non-Etico) che puzza di fascismo-demagogico e, ci scommettiamo, non finirà di sicuro nei libri di Diritto ma in quelli delle Barzellette.

E il tutto perché il Premier Berlusconi deve evitare il processo Mills? Una semplice storia di fondi neri e falsa testimonianza? di Fondi Off-Shore ed evasione fiscale? Capirai. Silvio. Sai quanti l’hanno fatta franca senza riscrivere il patto sociale? Senza bisogno di costruire una cattedrale di filosofia politica in mezzo al deserto con ‘sta storia dei favolosi quattro (I Fab Four appunto) che sono talmente cruciali per la democrazia da potersi permettere una immunità senza se e senza ma, inderogabili dalla Giustizia Civile. Bastava molto meno.

Ma forse è davvero solo una questione di serenità. Come ha capito anche la Lega Lombarda, per parola della sua rappresentante, l’onorevole Carolina Lussana, che ha posizionato il suo partito nella vicenda (un sì dopo alcuni dubbi) come “disincantato e trasparente, per ripristinare la serenità necessaria per governare il paese, a tutela non del singolo, ma della funzione ricoperta“.

Eh si, tutte queste cariche istituzionali nervose, poco tranquille. Infastidite. Tanto da scaraventare Angiolino Alfano (il Guardasigilli, più un Guardaspalle) oltre l’ostacolo di una norma che avrebbe salvato Nixon dall’impeachment e magari Hitler se non si fosse dato il cianuro (“che volete da me! Sono stato regolarmente eletto dal popolo tedesco!) ma che non salverebbe un povero Tremonti per dire, e neanche un Calderoli da un linciaggio dei giudici (sono mica cariche necessarie le loro ministeriali incombenze).

Intanto di sicuro Berlusconi è a vita. Nei prossimi anni minimo minimo (a meno di uno Tsunami nel mediterraneo) almeno un quarto posto alle elezioni lo acchiappa di sicuro (volete che non diventi almeno presidente del Senato?) ed almeno ci mettiamo tutti il cuore in pace. Così, sereno, il Premier può tornare a chiaccherare con il fidato Saccà, Fini può tornare in barca con la sua bionda, Schifani a far lo Schifani.

E Napolitano può tornare (serenamente) a rileggersi le storie della Resistenza quando lui fronteggiava gli sgherri nazi-fascisti. E di Giudici in giro se ne vedevano pochi, anche a Berlino.

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