La Paura E la Speranza – Premessa

Con il suo saggio-manifesto: “La Paura e La Speranza” (sottotitolo Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla) l’attuale Ministro dell’Economia del Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, ha tracciato il solco del pensiero conservatore delle piccole patrie che puntano a sopravvivere nell’Europa del futuro.

Il manuale, come dice lo stesso autore, vuole aiutare a capire perché la nube nera della globalizzazione stia oscurando l’isola felice del Belpaese italiano. Secondo Tremonti, l’irruzione di una visione liberista-consumistica nell’ambito della società mondiale travolgerebbe, con l’avvento del paradigma “mercatista” (un’ossessione Tremontiana) quei valori di solidarietà, coesione sociale, sostegno alla famiglia e rispetto della religione sui quali si era basato, fino ad oggi, il placido benessere economico e politico dell’Italia prima, dell’Europa poi. Le minacce verrebbero quindi oggi dalla speculazione dei mercati internazionali, dalla concorrenza cinese a basso costo, dal denaro-pensiero come unico denominatore delle relazioni dei popoli, dall’immigrazione incontrollata, dalla debolezza del pensiero politico europeo, rispetto alla forza del suo mercato integrato e della sua valuta: l’Euro. Per non parlare dei matrimoni tra omosessuali, o anche solo dai PACS.

Tremonti propone quindi la sua diagnosi sulla crisi che si abbatterà sulla Fortezza Europa e che rischia di portarsela via, travolta dal progresso dell’Asia e dalla deriva, altrettanto pericolosa, dell’America, travolta da se stessa. Egli propone  alcune ricette utili ad evitare il disastro, richiamandosi a sette parole d’ordine: valori, famiglia e identità, autorità, ordine, responsabilità, federalismo.

Questo blog si propone semplicemente di dimostrare, con un edizione commentata al suo libro ed una rubrica dedicata, che il Tremonti Pensiero è un Pensiero al Tramonto; un’ espressione vetusta e storicamente abusata, in Italia, di una weltanschaung Piccolo Borghese che nulla ha capito del momento attuale e che si richiama a generiche categorie conservatrici che non danno alcuno strumento per comprendere la realtà, bensi inoculano un virus che porta alla chiusura mentale, alla sopravvalutazione dei pericoli esterni ed alla sottovalutazione delle capacità interne, infine al declino suicida della società italiana ed europea, iniziata con le guerre mondiali del Novecento e mai veramente concluso. 

Tremonti è persona capace intelligente, ma il suo tentativo di salire in cima all’albero per guardare l’orizzonte a nome di tutti noi, mostra il limite velleitario di un tecnico-politico che si è sempre mosso nell’ambito ristretto della politica economica e finanziaria della Repubblica Italiana, su e giù dai ministeri anche ai tempi di Treviglio e Formica nei ruggenti anni ’80 (quelli che hanno veramente sfasciato il debito pubblico italiano) e che forse dovrebbe riflettere un po’ di più sulla opportunità (e necessità) del suo parlare come un oracolo, o come un filosofo della Storia.

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