Arriva l’Esercito nelle Città Italiane

Eccoli finalmente! I Granatieri di Sardegna. Il lancieri di Montebello. Gli artiglieri della Divisione Ravenna (che si battè anche Russia nel ’42..). L’allegra parata del nostro esercito sfila nelle città italiane nell’ambito del piano di dispiegamento ideato da Ignazio La Russa per rafforzare, dice lui stesso, la “sicurezza percepita” da parte della popolazione dei centri urbani. E la folla li accoglie festanti, manco fossero gli Alleati che entrano con le loro colonne corazzate nel ’45, nelle città dello stivale oppresse dal giogo nazi-fascista.

I circa tremila militari pattuglieranno i cosiddetti obiettivi sensibili nelle città, le ambasciate, i consolati, i campi rom (anche quelli che non ci sono più, come quello sgomberato a Ponte Mammolo, a Roma), i centri di accoglienza per immigrati, i parcheggi delle stazioni peggio frequentate, gli angoli bui. Ma faranno anche bella mostra di sè per aumentare, appunto, “la sicurezza percepita”, passeggiando nei luoghi ad alta frequenza turistica come Piazza del Duomo a Milano, Piazza Grande a Bologna, non meglio precisati luoghi turistici a Napoli. Solo a Roma, dove già “ce stanno i gladiatori a fa ‘e foto davanti ar Colosseo“, il sindaco ha consigliato ai militari di girare al largo, tanto poi comunque ci stanno sempre quei due impalati, in posa perenne, davanti “ar milite ignoto“.

Chissà se i militari in prima linea renderanno più sicure le nostre città. Chissà se non bastavano le forze di polizia ed i carabinieri che insieme ammontano a circa un quarto di milione di persone (240 mila circa) per scoraggiare le bombe alle ambasciate, lo spaccio di cocaina fuori dai privé, gli stupri dei rumeni tra le sterpaglie, gli immigrati che scavalcano un muro per farsi una granita in città.

Dalle interviste televisive (quasi tutte di area Mediaset) abbiamo visto i volti della gente rinfrancati e fiduciosi alla vista delle divise verdi dei nostri corpi di Difesa Nazionale. Un bel soldatino, veh, fa sempre effetto. Non sappiamo se si tratti di una messinscena, di una mascherata, di una mossa dovuta, dell’uovo di colombo da parte del Governo di Centro-Destra. Sicurezza percepita contro problema reale, difficilmente affrontabile con le “militarian promenades” a cui ci dovremo abituare, in periferie e centri storici.

Di certo, l’occupazione militare delle città italiane parte con un incipit memorabile: sono 424 i militari schierati a Milano (soprattutto in piazza Duomo dove non succede nulla dagli scontri degli anni’70 in poi), 150 a Napoli per lo più nel centro storico (meglio non spingersi nelle periferie di Gomorra) e 50-solo-50 a Palermo, con una pattuglia di bersaglieri debitamente trincerata davanti al Teatro Massimo.

A Milano evidentemente si percepisce di più. A Napoli, a Palermo, dove la gente è abituata alle vere sparatorie, ai veri soprusi, alla vera occupazione para militare da parte della criminilità organizzata, si percepisce molto di meno.

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