Nemesis

Gli angeli diventano diavoli, i persecutori perseguitati, gli accusatori accusati, gli sfruttatori finiscono sfruttati, i rivoluzionari ghigliottinati.

E poi c’è la Carfagna, che fa un decreto legge sulla prostituzione.

La preghiera per la bandiera (compagnia di)

Fedele al cognome che porta ed alla insensatezza della missione che gli è stata affidata, Mr Augusto Fantozzi, commissario designato alla disastrata Alitalia, è riuscito dopo alcuni tentativi falliti nei giorni scorsi, ad infrangere fragorosamente la barriera del ridicolo, nella giornata di venerdi 12 settembre. Appostato nei pressi della scaletta di uno degli ultimi aeromobili con il pieno di cherosene della compagnia di bandiera, Der Kommissar, in un perfetto tedesco, avrebbe esortato Papa Ratzinger, in partenza  da Fiumicino per Parigi, a dire una preghiera per la salvezza dell’Alitalia, che sta vivendo un periodo così tribolato. 

Siamo sicuri che a qualche migliaio di metri dal suolo, così vicino a Dio (e così vicino al serbatoio sull’ala), il pontefice abbia speso una parola santa per la stabilità della compagnia aerea. Così come siamo sicuri che la stampa estera (a partire da quella inglese e tedesca) riderà a lungo su questo aneddoto, rinforzando la propria opinione sulla peculiarità del “modello italiano”, fatto di intreccio fra politica, economia, superstizione e paraculismo supersonico.

A chi volesse invece capire qualcosa di più di questa faccenda vogliamo fornire alcune piccole preghiere “laiche”, di buon senso, per non smarrirci completamente nell’orda di sciocchezze che piovono dal cielo in queste ore. Leggi il seguito di questo post »

Il tassista ed il tassato

Roma, arrivo all’aeroporto di Fiumicino in taxi

“Ecco qua, fanno 35 euro”

“Accetta la carta di credito?”

“No”

“Ehm…allora è un problema perché ho esaurito i contanti, mi dispiace”

“Ah…uhm…un momento…” (armeggia sotto il sedile estraendo un terminale per carte di credito)

(protende la mano verso di me per ricevere la carta)

“Ha detto che non l’accettava”

(non dice nulla)

“ecco qua la carta, American Express”

(armeggia con il terminale, schiaccia ripetutamente vari tasti, si sente un suono anomalo)

“la sua carta non funziona”

“Ma se l’ha accettata l’albergo, mezz’ora fa, forse il suo sistema non è convenzionato con American Express”

“Me lo hanno riparato che è poco, le prende tutte”

(protende nuovamente la mano)

“Bah, guardi, proviamo con la Visa. Altrimenti non so come pagarla”

(armeggia…schiaccia nuovamente diversi tasti…il pagamento viene miracolosamente accettato dal terminale)

“Bof…trof…grunf…”

Esce dal taxi, mi consegna il bagaglio. Un’altra corsa è finita. N.d.r. le carte di credito caricano una commissione su ogni pagamento effettuato all’esercente, in questo caso il tassista, che riceve di meno in cambio del servizio di pagamento. L’American Express carica le commissioni più alte. La Visa più contenute.

Intelligenza e Anima

Tutta questa fretta di decidere se le donne siano intelligenti quanto gli uomini. Ma se non abbiamo ancora chiarito quella questione se esse abbiano, oppure no, un’anima

Le Benevole – Jonathan Littell

Caro Jonkind,

questo romanzo, “Le Benevole” è un capolavoro insospettabile. Scritto da un americano che scrive in francese, ha vinto, con clamore (anche per come descrive con maestria il clima collaborazionista dell’intellettualità francese della repubblica di Vichy), il premio Goncourt.

Narra della tragedia della seconda guerra mondiale, nonché dell’olocausto ebraico, dal punto di vista di un alto ufficiale delle SS, Maximilian Aue, riuscendo a dare un punto di vista tutto nuovo su quelle vicende. Non perché cerchi di negarle, ribaltarle o semplicemente rivisitarle, ma per la capacità (espressa con una prosa altamente coinvolgente) di far assumere al personaggio la piena responsabilità della violenza quotidiana e delle mostruosità raggiunte dal fanatismo nazista. Il protagonista (e l’identificazione del lettore con esso) ha la forza di una presa di coscienza collettiva, di ammissione di colpa non retorica ma sostanziale, di pieno coinvolgimento dell’intera specie umana nella tragedia del ventesimo secolo.

In un certo senso questo romanzo supera La Banalità del Male” di Hannah Arendt Arendt, dando una nuova profondità, una dimensione aggiuntiva al personaggio del carnefice che assomiglia, ancora più dell’Adolf Eichmann tratteggiato dalla filosofa tedesca, all’uomo comune, persino simpatico, intelligente, ambizioso, esteta. Terribilmente moderno.

In definitiva ci assomiglia così tanto, a noi che lo leggiamo, da farci capire l’abisso in cui può scendere l’essere umano, senza più darci alcun alibi. Non solo gli ottusi burocrati, come Eichmann, possono compiere uno sterminio, ma tutti noi, trovandoci dalla parte sbagliata della Storia, potremmo compiere crimini contro l’umanità e noi stessi. Come dice l’attore Adrien Brody, protagonista del film Il Pianista, di Roman Polanski: “tutti noi, in un certo momento della Storia, possiamo compiere qualunque azione”.

Un personaggio, l'”io”, il “noi”, Maximilian Aue, alto ufficiale delle SS che entra di pieno diritto nell’olimpo dei grandi personaggi della letteratura: i Jean Sorel, i Raskolnikov, persino i giovani Holden.

Da non perdere

claudiano@supereva.it