Le Benevole – Jonathan Littell

Caro Jonkind,

questo romanzo, “Le Benevole” è un capolavoro insospettabile. Scritto da un americano che scrive in francese, ha vinto, con clamore (anche per come descrive con maestria il clima collaborazionista dell’intellettualità francese della repubblica di Vichy), il premio Goncourt.

Narra della tragedia della seconda guerra mondiale, nonché dell’olocausto ebraico, dal punto di vista di un alto ufficiale delle SS, Maximilian Aue, riuscendo a dare un punto di vista tutto nuovo su quelle vicende. Non perché cerchi di negarle, ribaltarle o semplicemente rivisitarle, ma per la capacità (espressa con una prosa altamente coinvolgente) di far assumere al personaggio la piena responsabilità della violenza quotidiana e delle mostruosità raggiunte dal fanatismo nazista. Il protagonista (e l’identificazione del lettore con esso) ha la forza di una presa di coscienza collettiva, di ammissione di colpa non retorica ma sostanziale, di pieno coinvolgimento dell’intera specie umana nella tragedia del ventesimo secolo.

In un certo senso questo romanzo supera La Banalità del Male” di Hannah Arendt Arendt, dando una nuova profondità, una dimensione aggiuntiva al personaggio del carnefice che assomiglia, ancora più dell’Adolf Eichmann tratteggiato dalla filosofa tedesca, all’uomo comune, persino simpatico, intelligente, ambizioso, esteta. Terribilmente moderno.

In definitiva ci assomiglia così tanto, a noi che lo leggiamo, da farci capire l’abisso in cui può scendere l’essere umano, senza più darci alcun alibi. Non solo gli ottusi burocrati, come Eichmann, possono compiere uno sterminio, ma tutti noi, trovandoci dalla parte sbagliata della Storia, potremmo compiere crimini contro l’umanità e noi stessi. Come dice l’attore Adrien Brody, protagonista del film Il Pianista, di Roman Polanski: “tutti noi, in un certo momento della Storia, possiamo compiere qualunque azione”.

Un personaggio, l'”io”, il “noi”, Maximilian Aue, alto ufficiale delle SS che entra di pieno diritto nell’olimpo dei grandi personaggi della letteratura: i Jean Sorel, i Raskolnikov, persino i giovani Holden.

Da non perdere

claudiano@supereva.it

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