It’s the Economy, Idiot!

Con il voto al Congresso americano, la notte scorsa, è stato approvato il piano dell’Amministrazione Bush-Paulson per salvare i colossi in crisi dell’industria finanziaria a Wall Street.

700 miliardi di dollari verranno prelevati dalle tasche dei contribuenti americani e serviranno a ricomprare i titoli obbligazionari spazzatura (basati sui cosiddetti mutui subprime), parcheggiandoli da qualche parte sperando che recuperino, almeno in futuro, il loro valore originario.

Se non altro questa crisi finanziaria così violenta (si continua a citare il ’29, a sproposito, questa crisi è un’altra cosa ed avrà un impatto meno rovinoso seppur più spettacolare nel breve periodo) ci ha dissipato un dubbio che avevamo in testa da un po’: “ma Bush è un vero idiota o lo sembra soltanto?”. Ebbene, si. E’ un perfetto idiota. Non ne eravamo del tutto sicuri dopo la gestione della crisi Twin Towers, potevamo sospettarlo allo scoppio della guerra in Iraq o alla mancata cattura di Bin Laden, subodorarlo ai tempi della bancarotta Enron, dichiararlo dopo la gestione disastrosa dei soccorsi dopo l’uragano Katrina e così via.

Ma ci è sempre rimasto il dubbio.E’ solo rileggendo il testo del suo famoso discorso durante le presidenziali del 2004 (“In questo paese stiamo creando una società di proprietari, dove sempre più americani potranno finalmente aprire le porte delle case dove vivono e dire benvenuto a casa mia, benvenuto nella mia proprietà”. Aggiungendo a sostegno del suo pensiero: “E Freddie Mac e Fannie Mae sono pronte a fare la loro parte, erogando mutui per l’acquisto della casa anche a chi non se lo può permettere.”) che ci rendiamo conto di quanto questa caricatura texana di politico conservator-liberale sia stata rovinosamente inadeguata e terribilmente dannosa per l’intero mondo industrializzato e non.

Una casa per tutti. Anche per i poveri. Anche a chi non se la può permettere. Ma mica in regalo. No. A prestito. A tassi superiori alla media. Per poi ricavarci sopra un guadagno ulteriore dalla cartolarizzazione e dalla rivendita di tali mutui ad alto rischio in giro per i mercati mondiali.

Ma come ogni festa che si rispetti, anche questa festa è finita: i ricchi hanno fatto per un po’ baldoria con i soldi dei poveri; i poveri, alla fine, hanno fatto i poveri, cioè non sono riusciti a ripagare i mutui, ponendo fine a quell’orgia del profitto facile messa in piedi dalle fabbriche di carta delle banche d’affari americane. La festa è finita, i poveri ci han messo il secchiello del ghiacchio. I ricchi lo champagne. Poi i ricchi han vomitato dentro al secchiello ed a pulire saranno i contribuenti americani (tra cui gli stessi poveri che avevano portato il secchiello).

Tutta qui la crisi. E’ l’Economia, bellezza.

Ma il vero disastro l’han combinato all’America che produce, fatica, lavora. Alla finanza sana. Alla credibilità dell’American Way of Life, del dollaro, del sistema politico ed economico che pensavamo il migliore al mondo e che invece scopriamo infestato da dilettanti veri.

Ci voleva davvero un idiota per fare tutto questo.

It’s the Economy, mr George W Bush.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: