Erano davvero due milioni e mezzo…un anno fa…

Non è che Walter Veltroni abbia avuto le allucinazioni, al Circo Massimo, nel contare i partecipanti venuti a sostenerlo nella protesta anti governativa del Partito Democratico. Non si è trattato nemmeno di una gaffe, di una boutade di tipo Berlusconiano. Ma di un intimo sospiro di sollievo, di un risveglio liberatorio da un incubo durato 6 mesi: due milioni e mezzo, infatti, sono esattamente gli elettori che votarono Veltroni alle primarie dell’autunno 2007 e che lo incoronarono alla guida del partito.

Dopo quel plebiscito per Walter la strada è stata sempre in salita: ha dovuto gestire (e spesso sfasciare) le relazioni all’interno della sinistra (con il ripudio della sinistra radicale), ha visto franare o raffreddarsi le alleanze post elettorali (con Di Pietro, con i radicali), ha dovuto gestire l’ennesimo ritorno della fronda dalemiana nonché le ire rutelliane dopo la batosta alle comunali di Roma.

Da allora Walter ha perso brillantezza, smalto, sicurezza.

La manifestazione del Circo Massimo serviva proprio a fare la conta dei morti e dei feriti del Partito Democratico, dopo la grande sconfitta di primavera ed una serie di umiliazioni estive. A ricontare gli effettivi ed a tastare il morale delle truppe. Il successo non era affatto scontato: un fallimento dell’iniziativa, un dubbio di fondo sulla tenuta del Caudillo democratico, poteva portare all’ennesimo disfacimento della tela. Alla liquidazione del canditato per le vie brevi. Al ritorno alla Sua Africa ed a Patricio.

Invece è andata abbastanza bene. Il fluire di centinaia di migliaia di persone ha creato l’effetto ottico necessario. Al di là del conteggio ed al balletto delle cifre fra questura ed organizzatori, si è comunque raggiunta la soglia minima del successo: 100mila, 200 o 300mila va bene lo stesso, meno di Cofferati, più di Berlusconi (a San Giovanni) come è giusto che sia per una forza politica a metà tra la piazza estremista ed il salotto moderato. Il discorso è stato provvidenzialmente breve. C’era pure Di Pietro a parlare di riappacificazione. Insomma, alla fine della giornata e del suo discorso, Veltroni, esausto ma ebbro per lo scampato pericolo (D’Alema è sospettato di aver stretto il calcio della pistola, nella tasca dei pantaloni, per tutto il tempo…), avrà esclamato un “ci sono (ancora) due milioni e mezzo” idealizzando in cuor suo la presenza fisica di tutti coloro che lo avevano votato alle primarie un anno fa.

Certo il risultato della manifestazione in verità è solo un pareggio, non certo un trionfo: uno 0-0 che deve essere seguìto, a breve, da una vittoria decisiva dopo 6 mesi di sberle e gioco in difesa (“Walter dì qualcosa…dì qualunque cosa, anche non di Sinistra, dì qualcosa di Destra…”).

Da dove ripartire per riconquistare l’italia? Magari dall’abbandono dei soliti argomenti della sinistra bella e virtuosa  (che comunque vota già per il partito democratico) per andare veramente alla guerra elettorale: convincere quella parte del Paese che non è meglio del suo Premier, ma potrebbe essere convinta in maniera efficace a cambiare il fronte.

Sarebbe quindi il caso di smetterla di recitare le solite preghiere laiche (razzismo, povertà, gioventù, scuola, precarietà) che portano sempre gli stessi elettori  ma inventarsi invece qualcos’altro, con la necessaria malizia per convincere chi, in questo Paese, coltiva soprattutto il suo interesse individuale. 

Magari si può partire dall’analisi di alcune parole chiave nel testo del suo discorso del Circo Massimo:

Razzismo (incluso neri) 7 citazioni: gli immigrati non votano, Walter. Va bene i neri e la solidarietà. Ma pensiamo a conquistare con qualche parola giusta anche il cuore dei razzisti (che sono tanti e votano) per poi praticare una politica di integrazione vera e non retorica una volta arrivati al governo.

Meglio (L’Italia è meglio del suo governo) 4 citazioni: mica vero. L’Italia è come il suo governo. Berlusconi e l’Italia sono un tutt’uno. La Penisola va migliorata in blocco. Tutta assieme. A partire dai suoi cittadini.

Fascismo, antifascismo, antifascista 8 citazioni: non siamo nel ’45, Walter. E insomma basta. E abbiamo capito. Quanti sono rimasti i partigiani che votano? E’ morto pure il povero Foa. Napolitano adesso è super partes. Haider si è schiantato in macchina ed era l’ennesima rappresentazione nazi-gay. Per favore, avanti la prossima ideologia.

Roosevelt 1 citazione: non siamo nel ’41, Walter. Non stiamo per entrare in guerra contro Hitler. Non bisogna sollevare di peso tutti questi cuori. Va beh che c’è la depressione economica ma lasciamo stare Franklin Delano.

Ragazzi (o giovani) 15 citazioni: cos’è questo discorso, un film della Disney? A parte che ci sono meno giovani che immigrati al voto, ormai. E comunque questo è un paese di vecchi. Per i giovani ci sarà tempo. Le elezioni europee sono fra pochissimo.

Scuola 18 citazioni: tutto questo casino perché tagliano i maestri delle elementari? Ma neanche Gramsci se ne farebbe un problema. A quell’età i bambini pensano solo a giocare a pallone. C’è tempo per l’egemonia culturale sulla sovrastruttura.

Futuro (oppure domani) 11 citazioni: speriamo non sia dopo domani.

Mese (o fine mese o fatica arrivare fine mese, o poveri o povertà) 8 citazioni:  “Lo sanno i pensionati, che prendono ogni mese la stessa pensione e intanto pagano di più per il pane, per la pasta, per le bollette della luce e del gas. Lo sanno le famiglie italiane, che faticano ad arrivare alla fine del mese. Lo sanno i sette milioni e mezzo di persone che vivono poco al di sopra della soglia di povertà, 500-600 euro al mese, vicinissimi a quegli altri sette milioni e mezzo che già stanno sotto. Fanno 15 milioni in totale. Non esagera, la Caritas Italiana, quando lancia l’allarme povertà.” . Ricordarsi di togliere gli evasori fiscali dal conteggio. 20% è la percentuale del PIL evaso in Italia. Almeno 10 milioni di persone dichiarano 500-600 euro al mese ma non sono poveri. Hanno il doppio lavoro. Fanno il nero. Chiedere alla Caritas se hanno 15 milioni di persone alla mensa dei poveri. In più statisitcamente qualcuno sarebbe già morto tentando di comprare il pane, o la pasta nei supermercati. Non risultano nemmeno furti di latte.

Pensioni (e pensionati) 3 citazioni: non ci siamo. Troppo poche. In questo paese decidono i vecchi. Promettere. Promettere e poi tagliare le pensioni una volta al governo.

Paese 40 citazioni: per finire poi la manifestazione con l’inno nazionale. Ma siamo sicuri che ci sia tutta ‘sta voglia di nazionalismo? Non possiamo lasciarla a Destra questa mania della mano sul cuore?

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