Verrà l’Expo, ed avrà i suoi occhi

(tratto dal Corriere del 29 ottobre 2008, Cronaca di Milano pag.5 )

Design e Innovazione. Nasce il Modello Milano” a firma di Antonia Jacchia.

 Non è più tempo di lusso e di sprechi. Nemmeno nell’ abitare. La «casa teatro», sfarzosa, scenografica, dimora tipica dei favolosi anni ‘ 80, va declinando. A favore della «casa forum», vetri e trasparenze che la rendono flessibile al suo interno e aperta verso il sociale. E, soprattutto, sostenibile. Con questa filosofia nasce Dolce Vita Homes, la nuova iniziativa del gruppo Coima di proprietà della famiglia Catella e di Domo Media. Obiettivo del progetto è la realizzazione di residenze che coniughino innovazione dello stile con la creatività del Made in Italy. Per questo sono stati stretti accordi con oltre 30 aziende del design italiano. Il primo banco di prova sarà il progetto Salaino 10, un immobile di 5 mila metri quadrati a due passi dal Parco Solari. Acquistato da Dolce Vita Capital (gruppo Coima) in joint venture con Carval Investor (gestore americano), l’ immobile sarà il tipico esempio di edificio «passivo» che utilizza poca energia per essere sostenibile e non fa fumi. «I lavori – spiega Manfredi Catella – partiranno a inizio 2009 e si chiuderanno nel 2010». La sua trasformazione da palazzo uffici ad abitazioni è affidata ad Antonio Citterio che, oltre ad aver messo la sua firma di recente nel Bulgari hotel, è partner di Dolce Vita Homes (Dvh). «Salaino 10? Un progetto olististico – lo definisce l’ architetto milanese – dove finalmente architettura e interni tornano a essere un progetto unico». Ventidue appartamenti che secondo le prime stime saranno messi in vendita sui 7 mila euro al metro quadrato. Il progetto portato avanti da Manfredi Catella punta a una «piattaforma integrata» che mette insieme investimenti e interior design, architettura e gestione organizzativa, marketing e vendita. E, ciliegina sulla torta, un catalogo con i migliori prodotti del design italiano, insieme per la prima volta (da Cassina a B&B, da Driade ad Artemide e poi Kartell, Cappellini, Technogym). Non solo «residenze di prestigio». Sul tavolo c’ è anche un piano per l’ edilizia sociale «Dolce vita homes gives back» che ha come obiettivo programmi di riprogettazione urbana per la realizzazione di «quartieri integrati». Per mettere in pratica la sostenibilità ambientale Dvh si è ispirata all’ opera di William McDonough, il fondatore della certificazione Cradle to Cradle, definito dal Time «L’ eroe del pianeta» e che Catella ha voluto tra i partner della «piattaforma». L’ architetto americano era ieri a Milano per lanciare il sasso della sostenibilità anche ai marchi del design italiano. Con la stessa filosofia Dvh estenderà i suoi servizi anche a Porta Nuova, il grande progetto di trasformazione urbana nell’ area Isola-Garibaldi-Varesine-Repubblica portato avanti da Hines, Ligresti, Galotti, Mps e Coima, e che dovrebbe vedere la luce, secondo Catella, nel 2012-2013. «I clienti degli oltre 400 appartamenti previsti potranno scegliere all’ interno dei nostri cataloghi, perché lusso oggi è qualità e stile di vita»

Commento di Jonkind: Non più lusso, sempre più lusso. Gattopardescamente parlando. Con una sostenibilità garantita ed aperta al sociale, ma per almeno 7mila euro al metro quadro…

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