L’ultimo Tragico Fantozzi

Se è vero che Augusto Fantozzi, commissario liquidatore dell’Alitalia, intascherà 15 milioni per la sua attività allora due cose:

1) Questo Fantozzi farà ridere molto più dei precedenti, ma sarà davvero l’ultimo

2) Fantozzi diventerà la parola d’ordine per il colpo di stato (sostituisce il riporto di Schifani)

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Finanza Cretina: è la Social Card

social-card2Più volte annunciata, la Social Card non era purtroppo uno scherzo.

Nata come impiego ideale del gettito della Robin Hood Tax varata a luglio (ma ne assorbe solo il 10%, e il resto?), la Social Card è il fiore all’occhiello di quella che una volta era la Finanza Creativa del Governo e che ora si trasforma in qualcosa di più intimamente perverso: la Finanza Cretina.

Tecnicamente la Carta Sociale introduce, per la prima volta in un paese Ocse, l’istituto dell’elemosina di Stato che non solo umilia pubblicamente chi la fa (1,3 milioni di individui per lo piu sopra i 65 anni) ma anche chi la concede (Mr Tremonti, che unisce qualità di illusionista a quelle di politico).  Finanza Cretina: non solo non inventa nulla e non redistribuisce ma ci aggiunge l’aggravante di essere inutile come strategia anti-crisi (impulso ed effetto sulle aspettative sono pari a zero, anzi negative, è ufficialmente un OKPanic). In più complica. E costa più a gestirla che a lasciarla dov’è. Leggi il seguito di questo post »

Il Maschio e la Ritirata Strategica

Tutto fa pensare, nella guerra dichiarata ormai quarantennale tra il Maschio e La Femmina, che il primo stia praticando la strategia della Ritirata Strategica. Come il generale Kutuzov contro Napoleone a Borodino, come Zukov, dopo il collasso sovietico di fronte alle Panzer Divisionen di Von Bock. Il Maschio cede terreno, si ritira con la coda tra le gambe, scappa via. Però fa terra bruciata, non lascia nulla dietro di sè. Niente di cui la Femmina si possa impossessare, che possa usare contro di lui.  Fino a quando la Femmina si sentirà davvero in un paese straniero, troppo lontana da casa, al freddo, senza il vestito giusto. Tormentata dall’assalto dei rimorsi dietro le linee. Senza più i rifornimenti per l’anima. E allora, come la macchina da guerra nazista e la Grande Armèe prima di lei, anche la Femmina tornerà indietro, morta di nostalgia per la sua Patria interiore. Stanca, distrutta, senza più la fiducia in se stessa. E verrà così incalzata, in una rotta psicologica e sociale senza precedenti, dal Cosacco a cavallo o sul Carro Armato. Dall’odiato Каза́ки abituato ai rigori del Generale Inverno. Sazio. Violento. Crudele. Che la prenderà a calci fino a casa. Ma poi, forse, le farà due coccole prima di andare a dormire.

Basta insulti

Ieri un’automobile senza passeggero si è fermata davanti a Palazzo Chigi, e ne è scesa Mara Carfagna. L’ autista è poi ripartito, con aria visibilmente soddisfatta.

Telecom Italia e l’abbonato

“bene, allora abbiamo completato la procedura”

“quando procederete all’attivazione?”

“entro due settimane”

“bene, grazie”

“vuole qualche pacchetto aggiuntivo? Internet? Alice casa?”

“No, grazie”

“Davvero? Ne è sicuro?”

“Si, grazie”

“Va bene, allora le confermo che pagherà solo il contributo di attivazione di 79,14 euro”

“D’accordo”

“Vuole beneficiare della grande opportunità di rateizzare il pagamento in 24 mesi?”

(…)

“Signore?”

(79,14 diviso per 24 fa 3,29 euro al mese…se non caricano gli interessi, li caricheranno?…)

“Signore, è ancora lì?”

“No, guardi, non voglio beneficiare di questa grande opportunità. Piuttosto sbrigatevi che è l’ottava volta che vi chiamo per avere il telefono in casa…”

L’Avidità e il Mercato

Nel bel mezzo della crisi economica si invoca a gran voce il ritorno della politica. Più politica e meno mercato, si afferma: mai più dovrà succedere che l’avidità del libero scambio distrugga il bene comune per favorire i ricchi ed i potenti, gettando il resto della società nella povertà più nera. Bisognerebbe però chiarire che ciò che chiamiamo mercato, in realtà, è prima una teoria poi una prassi. L’avidità invece è un sentimento umano. Che abbonda in particolar modo tra i politici.

Portfolio Emilio (Financial Hero) Special Edition: (- 1 EUR)

emilio-25-150x1501La “Mr Berlusconi Merchant Bank” colpisce ancora. Nella giornata di ieri martedi 11 novembre, il Primo Ministro italiano ha di nuovo dato chiare indicazioni su come investire in Borsa: a parere di Silvio le azioni non possono mai valere meno di 8 volte oppure più di 20 volte gli utili prodotti dalle società quotate. Se il rapporto fra prezzo ed utili (il cosiddetto P/E) dovesse salire o scendere al di fuori di questa forbice bisognerebbe addirittura intervenire d’ufficio con qualche ente incaricato di mantenere le quotazioni ai loro valori fisiologici.

E’ vero che la stragrande maggioranza delle azioni quotate quota attorno a questo intervallo ed è anche vero che, storicamente, il P/E delle Borse Mondiali si è mosso in media tra il 13 ed il 16. Ma se la Berlusconi rule è condivisibile per periodi in cui si hanno utili aziendali relativamente stabili non è altrettanto valida nei momenti in cui i profitti aziendali sono molto volatili, proprio come quello in cui stiamo vivendo. Se un’azienda ha utili molto alti ma il mercato non ha fiducia che questa riesca a mantenere il livello degli stessi, un P/E sotto il valore di 8 è possibile. Allo stesso modo se un per un’azienda si stima che gli utili futuri saranno molto superiori a quelli attuali si può andare anche sopra il 20. Il primo caso è tipico delle imprese che stanno perdendo un regime di monopolio, che non sono in grado di innovare oppure che dovranno investire parecchio per mantenere il livello di profittabilità. Il secondo caso è tipico dei business nascenti ad alta crescita per i quali si prevede un regime futuro di posizione dominante nel proprio segmento, oppure l’invenzione di nuovi prodotti e servizi oggi non ancora definiti. Leggi il seguito di questo post »