La Paura e La Speranza – L’Europa Giudaico Cristiana

(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 54).

“Bruxelles, castello di Laeken, 14 e 15 dicembre 2001, vertice dei capi di Stato e di governo europei. Si lancia il progetto di una Nuova Costituzione europea. Nel corso dei lavori si propone di inserire nel testo il riferimento alle radici giudaico-cristiane dell’Europa. Si apre un dibattito.

La prima, e in qualche modo superficiale o parziale, interpretazione ha visto questo dibattito come una partita giocata tra Parigi e Roma. Tra Parigi, luogo tutelare dei Lumi, e Roma, centro storico e spirituale. L’interpretazione più vasta e profonda è invece un’altra: non una partita tra Parigi e Roma, ma tra Londra e Roma e, al fondo, la lotta tra due visioni della società.

Londra come base di irradiazione di una visione della società che, banalizzandosi nei consumi e di riflesso nei costumi, si identifica e si appiattisce sull’economia: l’idea dell’Europa-mercato.

All’opposto, l’idea dell’Europa-politica. Frutto della sua storia passata e proiettata nella storia a venire proprio perché costruita come qualcosa di diverso e più alto, rispetto alla geografia piana tipica di un’area di libero scambio + alcune autorità guardiane preposte alla regolamentazione del traffico” (…) nel primo tempo ha vinto l’Europa-Mercato (…) per questo le radici non sono state inserite nella bozza di testo costituzionale, celebrando invece il trionfo del mercato (…) E’ così che l’Europa, rinunciando a codificare le sue radici in nome del mercatismo, più ancora che del laicismo, ha rifiutato la propria identità, perché ha rifiutato la priopria anima. (…)accettando la confusione globale, l’opposto della cultura che invece per sua natura non è solo universale, ma anche locale, ha rinunciato alla sua difesa dalle forze esterne che premono sull’Europa. La difesa dall’esterno è infatti possibile solo se si sa cosa si è all’interno e se ci si crede.”

COMMENTO: E’ facile, oggi, sparare addosso a Londra ed all’avidità del liberismo economico come denominatore sociale degli stati. Tuttavia il tentativo di Tremonti di accreditare Roma (ed il Neopapismo Berlusconiano), come principale avversaria della Parigi dei Lumi o della Londra di Adamo Smith, fa un po’ ridere.

In questa polemica continua con il Mercato Tremonti ha individuato il Nemico numero Uno, fonte di ogni male, tanto da vederlo responsabile anche delle castrazione del sigillo giudaico-cristiano al tentativo fallito di costituzione europea. Ci sarebbe quindi un pervicace desiderio, da parte del satana mercatista, di divorare i bastioni umanistici, le piccole patrie, le povere anime d’Europa, riducendo tutto al mercato unico di libero scambio ed all’adozione della diabolica unità di misura: l’Euro.

L’Europa Storica ha avuto molte albe: l’agorà ateniese, il tardo Impero Romano, il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, il Rinascimento, la pace di Westfalia, la Rivoluzione francese, la Belle Epoque, i dopoguerra del Novecento. Non vi è un continente che sia stato tanto frastagliato e tormentato e la cui identità sia stata così divisa e confusa, come l’Europa. Ma tutto questo è successo prima che nascesse quel diavolo di Mercato Unico. Prima che il denaro diventasse l’unico Simbolo.

Ma in Europa la Politica e la Religione hanno solo costruito ma anche (e soprattutto) distrutto: non si contano le guerre ed i morti in centinaia di anni di storia. Le radici giudaiche di cui parla Tremonti sono andate in fumo ad Auschwitz, per mano degli stessi cristiano europei. L’idea Tremontiana che adesso, più o meno da quando lui e Berlusconi sono al Governo in Italia, ci sia una ispirazione Politica comune e fraterna, di stampo angelico, finalmente virtuosa ed in grado di temperare l’impulso demoniaco del commercio e del libero scambio è un’immagine sciocca ed ingenua ed che purtroppo il nostro ministro non si impegna affatto a nascondere.

Noi siamo fedeli all’idea originaria che vuole la resistenza laica delle classi dirigenti europeo-continentali alla base della eliminazione dell’incipit religioso dalla costituzione della UE. Sono stati i Lumi, quindi. Quei Lumi che forse hanno lo stesso scopo di Tremonti (tenere lontano l’Islam più che si può dalla vergine Europa) ma non in nome di una contrapposizione tra musulmani e cristiano-giudaici che dovrebbe (per negazione, forse) farci immaginare l’idea di Europa, ma per l’avversione illuministica al fanatismo religioso, alla confusione tra Cristo e Cesare, agli Stati confessionali.

L’identità politica europea (che sia chiaro, non è mai esistita se non come accumulo di vicende storiche di tipo omogeneo e talmente stratificate nel tempo da costituire un corpus ad alto peso specifico) è una strada lunga, interessante e piena di speranze. Tuttavia non può nascere un’identità a freddo, di tipo politico-ideale, tra popoli che si sono sempre impegnati a combattersi a vicenda lungo duemila anni.

E’ un percorso lungo ma possibile. Ma deve prima nascere dall’annullamento delle differenze storiche attraverso la conoscenza, la consuetudine e la continuità dei rapporti amichevoli che si ottengono attraverso gli scambi culturali e la condivisione dei destini politici extra europei (le crisi balcaniche, il rapporto con la Russia e la Cina etc.). Ma anche e soprattutto attraverso i commerci. E’ attraverso i commerci che le civiltà si iniziano e si formano, non con le religioni.

E’ dopo anni ed anni di frequentazioni commerciali, di scambi economici, di viaggi, di omogeneizzazione linguistica (pur nelle differenze) che potranno nascere gli Stati Uniti d’Europa.

Nonostante il pessimo esempio fornito dai banchieri in questi ultimi mesi, personalmente abbiamo ancora fiducia in due essere umani che si incontrano per scambiarsi un bene contro denaro. Abbiamo ancora fiducia nello scambio di personali interessi e di mutue convenienze per far avvicinare due simili. Abbiamo molto più fiducia in questo che nel caso in cui due estranei che si incontrino l’uno per convertire l’altro: soprattutto se si tratti di un giudaico cristiano che incroci la strada con un musulmano. Armato di Fede. Ma anche di Spada.

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