Semplificando ma Complicando: verso il Disastro.

Non c’è che dire.

Dovevano semplificare. Dovevano ridurre le tasse.

Il Decreto Anti-Crisi del Governo consta di 36 capitoli per un totale di 3,6 miliardi. 100 milioni a capitolo. Si prevede un bonus. Ancora per i vecchi. Ancora per i neonati. Si considerano i disabili. Ci si rimangia la detassazione sugli straordinari ma rimane quella sui premi. Forse entrerà la Porno Tax. Esce l’IVA agevolata per Sky. Cambia l’OPA. Si devolvono soldi ad istituti per sostenere i precari ma per 3 mesi. Si ricalcolano i crediti di imposta. Si può dedurre l’IRAP, ma fino al 10%. Si detassano i microprogetti urbani ma mancano le misure. Si istituisce un Fondo per le Ferrovie, purchè la stipula dei contratti risponda a criteri di efficientamento. C’è un Fondo di Credito per famiglie con neonati (anche adottati). Si escutono le Fideiussioni e le Polizze della Pubblica Amministrazione. Si da una delega in bianco al Governo per far avverare l’Expo nel 2015 (…)Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documenti analogici originali, formati in origine su supporto cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono a ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è assicurata da chi lo detiene mediante l’utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto delle regole tecniche (…) Sbucano 60 milioni per i progetti strategici. Si riassegnano daccapo i fondi per la formazione (“In considerazione della crisi economica internazionale, dunque, riprogrammazione di risorse”).  C’è lo scudo fiscale per i cervelli che rientrano, non per quelli che rimangono. C’è un’indennità di vacanza per i dipendenti pubblici. Si prorogano gli Lsu nella scuola. In via sperimentale l’IVA verrà pagata all’incasso ma “non si applica ai regimi speciale ne a chi applica l’inversione contabile”. Il tutto va approvato da Bruxelles. Le banche possono salire oltre il 15% nelle imprese ora che non hanno i soldi per farlo. Ai dipendenti delle forze dell’ordine sotto i 35mila di reddito si applica in “via sperimentale” una riduzione delle tasse, per vedere come le useranno. Le società dovranno certificare la posta elettronica. 450 milioni vanno ad un fondo di Garanzia per prestiti alle piccole e medie imprese in Italia: ma il 30% sono destinati ad un Fondo di Contro Garanzia sulla Garanzia stessa. Si privatizzano i traghetti. Si riallineano i principi contabili (caso mai fosse colpa loro). Si riduce l’acconto imposta del 3%. Si farà qualcosa  per i crediti ultradecennali vantati verso il Fisco (prestando garanzie finalizzate all’uopo, ma manca il decreto). Dopo gli anni dell’Università si riscattano anche gli anni del Servizio Civile ai fini pensionistici (mancano gli anni dell’infanzia, i migliori). (…) Modifiche procedimentali alla disciplina sugli aggi. Rimodulazione della disciplina relativa alla restituzione delle anticipazioni effettuate dalle società concessionarie del servizio nazionale della riscossione in forza del cosiddetto obbligo del non riscosso come riscosso (…) Si stabilisce che al solo scopo di sostenere il credito alle Imprese (non le banche), lo Stato possa fornire prestiti alle banche senza che queste abbiano l’obbligo di restituirli. Si bloccano le tariffe autostradali per 6 mesi; anzi no, per 4. L’Authority vigilerà su prezzi di luce e gas che però non vengono bloccati. Si prevedono aiuti per le famiglie con 4 (quattro) figli a carico. Per chiudere con la seguente velocizzazione procedurale: “Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente per materia e di concerto con il ministro dell’Economia, individuerà gli investimenti pubblici di competenza statale, inclusi quelli di pubblica utilità, con particolare riferimento agli interventi programmati nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale programmazione nazionale, ritenuti prioritari per lo sviluppo economico del territorio nonché per le implicazioni occupazionali e i connessi riflessi sociali, nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale. Il decreto è emanato di concerto anche con il ministro per lo sviluppo economico quando riguardi interventi programmati nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale programmazione nazionale. Per quanto riguarda gli interventi di competenza regionale si provvede con decreto del Presidente della Giunta Regionale. Sul rispetto dei tempi di realizzazione individuati dal decreto vigilano commissari straordinari delegati, nominati con i medesimi provvedimenti.”

Avete capito, no?

Adesso uscite da qui e combattete la crisi.

Il Governo è con voi.

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