L’immodestia dell’uomo di genio

PRESENTAZIONE CARTA ACQUISTI

Genio di qua, colto di là…

Il Ministro Tremonti non fa che stupire il mondo con i suoi concetti, i suoi neologismi, le sue idee rivoluzionarie…

Dopo l’incoronazione plateale di Berlusconi, qualche giorno fa, che lo ha classificato senza mezzi termini come un genio, ci si è messo anche l’ex premier britannico Tony Blair, che in occasione di un vertice europeo ha definito Giulio da Sondrio come il “ministro più colto d’Europa” (certo a guardare gli altri ministri italiani…).

E’ normale, d’altronde, che certa cortigianerìa europea e certi statisti in evidente deficit culturale sbrodolino giuggiole riflettendo sulle teorie millenaristiche di Tremonti sul tramonto del mercato e sulla auspicata dissepoltura della civiltà contadina. Che rimangano incantati dalle monodosi in latinorum sapientemente spacciate, nonchè estasiati dalla centesima versione della Bretton Woods prossima ventura, della riedizione del Gold Standard senza il Gold.

Di certo il Genietto di Sondrio (come lo chiama Dagospia) del genio possiede  la postùra, l’andatùra, l’allure rimirata narcisisticamente nello specchio.

Noi ci limitiamo al monito del celebre aforisma di Ennio Flaiano:

“la cosa peggiore che può capitare ad un genio è di essere riconosciuto”

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Pubblicato su Contrail. 9 Comments »

9 Risposte to “L’immodestia dell’uomo di genio”

  1. Andrea Says:

    Invece tu non stupisci nessuno, ero sicuro mi avresti censurato su macchianera e così è stato.

    Poi vai anche facendo le morali al prossimo, bah.

  2. Andrea Says:

    Ho postato un commento, mai uscito. Per un paio di giorni è rimasto in attesa di approvazione, poi è scomparso. Ma non sei stato tu?

  3. Andrea Says:

    Risposto di getto, preciso altrimenti non si capisce nulla.

    Il post che avevo commentato era:

    Per risparmiare
    Gennaio 8, 2009

    Il mio commento era giusto sotto quello di uberuomo. Ti criticavo per aver citato – involontariamente immagino – Storace.

  4. jonkind Says:

    ho trovato il tuo commento, provo a sbloccarlo. Non ho nessun problema a pubblicarlo. Devo aver perso l’alert.

  5. jonkind Says:

    Per qualche motivo che non capisco il post è approvato nell’interfaccia web ma non appare.

    Ti dispiace ripostarlo? Te lo copio qui per comodità

    Ma non c’era bisogno di plaistascion, caro uberuomo, è da parecchio che si può scherzare sulla vita e sulla morte: da circa 70 anni.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Fortunato_Formiggini

    “Ai giornali fu imposto il silenzio. L’unico commento di regime che ci è conservato è la battuta – che bene illumina il valore dell’uomo che la pronunciò e gli ideali a cui s’ispirava – del segretario del Partito fascista, Achille Starace: «È morto proprio come un ebreo: si è buttato da una torre per risparmiare un colpo di pistola».

    Ha ragione Jonkind, la satira deve essere cattiva, cinica, in una parola offensiva. Starace docet.

  6. Andrea Says:

    No, grazie comunque, basta il pensiero. Avevo postato di getto perchè sfavorevolmente colpito dal post, ma il mio intento era di spiegarmi con te – cosa che volendo si può fare pure qui – non apparire su Macchianera.

    Jonkind tu sai che fare l’ironia è la cosa più semplice e banale del mondo, ma farla bene, ecco una cosa difficile. Posso chiederti che pensi i questo:

    “Detesto l’ipocrisia e la faziosità di quelli che parlando di “rispetto della vita” pretendono di fare della vita e della morte due argomenti intoccabili, sui quali non si può nè parlare, nè discutere, nè scherzare, nè essere dissacranti, nè fare satira. E’ un atteggiamento chiuso ed ottuso, obsoleto ed anacronistico. Meno male che hanno inventato la Playstation, e al catechismo non ci mandano ormai più nessuno.”

  7. Jonkind Says:

    dato che credo nella ironìa come arte, e nella scrittura come strumento al di sopra di tutto credo non esistano argomenti intoccabili di nessun tipo. Persino la vita e la morte. Certo bisogna farla bene. Una cosa fatta male è un delitto di qualunque cosa si tratti.

    Detto questo credo che la Playstation ed il catechismo non c’entrino proprio nulla. E non capisco il legame con la prima parte del post. Uno può andare al catechismo e non amare la satira oppure andare al catechismo ed avere il senso dell’ironìa.


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