L’autoscuola e il rinnovato

(recandosi in auto all’appuntamento per il rinnovo decennale della patente)

(al telefono): “buonasera signore, sono dell’autoscuola, volevo la conferma che…”

“si guardi, sto arrivando all’appuntamento…sto parcheggiando…”

“benissimo. Siamo qui ad aspettarla” Leggi il seguito di questo post »

Il tassista ed il tassato

Interno taxi, Roma. Ore 11.23

“so’ 33 euro, dotto’, famo 35? Se’ pe’ llei va bbeene…”

“no, scusi, abbia pazienza, non mi va bene per niente. Quale sarebbe il motivo? Se sono 33 facciamo 33”

“dica lei…dotto’…””

“dico 33”

“vabbeh, il padrone è llei…”

Interno taxi, Roma. Ore 15.41

“dotto’, me so’ dimenticato de fa’ scatta’ er tassametro ar parcheggio: lei vede 20 ma so’ 30. Chiaro?”

“eh beh, chiaro un par di palle, mi scusi, eh…”

“non s’arrabbi dotto’…le assicuro…so’ partito dar parcheggio e mi so’ dimetnciato de fa’ scatta’…sono passato proprio adesso qui e mi sono…”

“vabbeh, ma quant’è?”

“proprio qui, proprio dove passamo adesso…”

“ho capito…ma quanto sarebbe in più?”

“so’ 10 euro, dotto’…”

“ma faccia un po’ come le pare…”

Telecom Italia e l’abbonato

“bene, allora abbiamo completato la procedura”

“quando procederete all’attivazione?”

“entro due settimane”

“bene, grazie”

“vuole qualche pacchetto aggiuntivo? Internet? Alice casa?”

“No, grazie”

“Davvero? Ne è sicuro?”

“Si, grazie”

“Va bene, allora le confermo che pagherà solo il contributo di attivazione di 79,14 euro”

“D’accordo”

“Vuole beneficiare della grande opportunità di rateizzare il pagamento in 24 mesi?”

(…)

“Signore?”

(79,14 diviso per 24 fa 3,29 euro al mese…se non caricano gli interessi, li caricheranno?…)

“Signore, è ancora lì?”

“No, guardi, non voglio beneficiare di questa grande opportunità. Piuttosto sbrigatevi che è l’ottava volta che vi chiamo per avere il telefono in casa…”

L’Agenzia e il Locatario

“Bene, allora questa è l’offerta che lei si impegna a presentare al proprietario, una firma qui”

(firma)

“Ottimo, credo che non ci saranno problemi, il proprietario è già informato della cifra proposta, gli ho parlato ieri”

“Perfetto. Quando pensa che potremo firmare il contratto?”

“Presto. Molto presto. Adesso vediamo…uhm…sono le undici. Dopo questo incontro lo chiamerò per dare conferma della proposta, ma credo…, si direi venerdi…venerdi o lunedi al massimo potremo firmare il contratto”

“Quanto è il compenso di agenzia?”

“15%” Leggi il seguito di questo post »

Il passeggero e Trenitalia

(Stazione Termini, alla biglietteria)

“ho la prenotazione per l’Eurostar delle 18, vorrei anticiparla prendendo il primo treno disponibile” (sono le 15 30 n.d.r.)

“si però perde 8 euro”

“in che senso le perdo?”

“costa 8 euro in meno”

“Quale treno scusi, quale orario?”

(non risponde)

le perdo nel senso che le devo aggiungere? Mi faccia capire”

“lei ha già pagato il biglietto e la prenotazione via internet. Se cambia treno perde 8 euro”

(perdere 8 euro perchè si chiede l’anticipo della stessa tratta, stessa percorrenza, stessa classe mi è ancora oggi un calcolo estraneo)

“però se vuole posso metterla nel salottino”

“come scusi?”

“il salottino della prima classe, è ottimo per lavorare, poi vedo che lei ha il notebook, così non perde gli otto euro”

(mi appare l’immagine idilliaca di un Roma Milano tutto connesso alla rete wi fi Internet, poltrone reclinabili e poggia piedi, hostess che servono ottimo champagne: insomma un lounge tipo aeroporto)

“certo, grazie. Allora così non perdo gli 8 euro e mi fa l’upgrade al salottino dalla carrozza normale di prima classe”

“sono 4 euro in più”

(…)

deve aggiungere 4 euro, può pagare?”

(più che una segmentazione di mercato un vero e proprio gioco delle tre carte. Ma si. Ma vaffa. Provo il salottino: wi fi, manager d’alto bordo che si scambiano opinioni su wall street, hostess taccatissime con flute e cigliegina)

“va bene. Provo il salottino, ecco qua i 4 euro”

“ecco a lei. buon viaggio. E’ il treno delle 16 30”

Nota: il salottino dell’Eurostar altro non è che il caro vecchio scompartimento con 4 posti anzi che i 6 regolamentari dell’Intercity. Di connessione wi fi come sul TGV francese manco a parlarne. In compenso il bracciolo con la presa di corrente scorre in avanti con un piano di alluminio oblungo, a doppia lama, da cui sbuca anche il foro per la bibita, ma il tavolino da lavoro, a differenza della carrozza normale, può contenere al massimo un Iphone. Non certo un notebook. Il mio compagno di viaggio entra salmodiando cristi e madonne. Non è di sicuro un manager e non sa nemmeno dove sia Wall Street. Una hostess in verde FS chiede se vogliamo le caramelline. Al primo no se ne va. Al secondo giro, senza neanche chiedere, lancia le caramelline nello scompartimento e poi sparisce. Prima della partenza un venditore di calzini napoletano cerca di convincermi che a casa ha 5 figli da sfamare. Faccio tutto il viaggio con il notebook sulle ginocchia, che già alla seconda mezz’ora fa l’effetto di una borsa dell’acqua calda.

Il tassista ed il tassato

Roma, arrivo all’aeroporto di Fiumicino in taxi

“Ecco qua, fanno 35 euro”

“Accetta la carta di credito?”

“No”

“Ehm…allora è un problema perché ho esaurito i contanti, mi dispiace”

“Ah…uhm…un momento…” (armeggia sotto il sedile estraendo un terminale per carte di credito)

(protende la mano verso di me per ricevere la carta)

“Ha detto che non l’accettava”

(non dice nulla)

“ecco qua la carta, American Express”

(armeggia con il terminale, schiaccia ripetutamente vari tasti, si sente un suono anomalo)

“la sua carta non funziona”

“Ma se l’ha accettata l’albergo, mezz’ora fa, forse il suo sistema non è convenzionato con American Express”

“Me lo hanno riparato che è poco, le prende tutte”

(protende nuovamente la mano)

“Bah, guardi, proviamo con la Visa. Altrimenti non so come pagarla”

(armeggia…schiaccia nuovamente diversi tasti…il pagamento viene miracolosamente accettato dal terminale)

“Bof…trof…grunf…”

Esce dal taxi, mi consegna il bagaglio. Un’altra corsa è finita. N.d.r. le carte di credito caricano una commissione su ogni pagamento effettuato all’esercente, in questo caso il tassista, che riceve di meno in cambio del servizio di pagamento. L’American Express carica le commissioni più alte. La Visa più contenute.

Il contribuente e l’Agenzia (delle Entrate)

Il contribuente si presenta all’Agenzia delle Entrate per presentare una dichiarazione di cessazione attività

“Buongiorno, devo presentare questa dichiarazione, mi da il numero (di prenotazione allo sportello n.d.r)?

“Mi dispiace abbiamo fermato la distribuzione”

“E perché?”

“E’ tardi”

(sono le 10.43, a quest’ora le aziende normali cominciano l’attività)

“ma vedo un sacco di gente, ma a che ora chiudete l’assegnazione dei numeri”?

“Loro sono venuti molto prima, c’è gente che è qui dalle 7 di mattina”

“Ah…va beh, domani fino a che ora siete aperti?”

“Chiudiamo anticipatamente, alle 11.30, per un’assemblea interna”

“Ma quindi per il numero?”

“Venga molto prima”