Fondo Madre Chiesa

150px-tettamanzi_card_A sorpresa, nel giorno di Natale, l’Arcivescovo di Milano  monsignor Tettamanzi  annuncia la creazione di un Fondo Diocesano per il sostegno dei parrocchiani più bisognosi colpiti dalla crisi.

Addirittura 1 milione di euro, stanziati in quattro e quattro otto come noi e voi si stanzia un cappuccino e brioche, costituiscono la dote che la Diocesi Milanese metterà inizialmente a disposizione, non si sa con quale metodologia o procedura, dopo aver verificato l’esistenza di questi fondi a seguito di non meglio precisate “economie collettive e personali” (la dotazione privata del Vescovo) Intra Ecclesiam.

Il surplus, si capisce, origina dalla tassazione pubblica (l’8 per mille) e dalla carità privata dei fedeli ma fa piacere sapere che la Chiesa è fra le poche istituzioni finanziarie nella nostra economia martoriata e che non ha ecceduto nelle speculazioni immobiliari (nonostante la franchigia riconosciuta sull’ICI) o finanziarie (ad occhio e croce dopo lo IOR, non è mai finita con il culo per terra). Se avanzano 1 milione di Euro (dice la legge del menga), ce ne saranno (di utile) almeno altri trenta.

Ma la mossa di Tettamanzi dice soprattutto una cosa: la Chiesa non si accontenta più dei poveri, dei diseredati, dei bambini africani, dei poveri cristi.

La Chiesa approfitta della crisi economica per irrompere nel ceto medio (in caduta libera) e fare un investimento sui fedeli a lungo termine, mai stati così a buon mercato.

Questi soldi del fondo, la Chiesa, li chiederà poi indietro?

Prestatore ultimo (altro che la scomunica per gli strozzini).

Mistero della Fed.

Amen

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PIO XII: i sommersi e i salvati

Qualche giorno fa ho commentato, in maniera forse sarcastica, la solita ridda di sussurri e grida che hanno accompagnato la periodica commemorazione di uno dei papi più controversi della era moderna: Papa Pacelli.

I sospetti, le polemiche, le precisazioni, le riabilitazioni che accompagnano sempre il commento storico sul Papa della Seconda Guerra Mondiale, Pio XII, si concentrano soprattutto sul suo silenzio sulla questione ebraica, sullo sterminio di 6 milioni di innocenti.

E mi son chiesto, con spirito di autocritica: ha senso ironizzare o attaccare moralmente un tale personaggio storico per i morti dovuti al suo silenzio? Sarebbe servito a qualcosa parlare in quell’inferno che era diventata l’Europa negli anni di Hitler? Non ha forse fatto bene quel Papa a lavorare nell’ombra, evitando i proclami che avrebbero irritato e maldisposto le alte cariche delle SS? Non ha forse fatto bene Pio XII a prodigarsi per l’opera concreta di pietà umana che era alla sua portata, giorno per giorno, agendo nell’ombra senza discorsi retorici salvando i vivi e non quelli già morti? Non ha forse fatto bene a lavorare nel segreto più assoluto per la salvezza delle vite umane che poteva sottrarre all’arresto? Non ha forse fatto bene a lavorare nel silenzio, contribuendo a far scampare migliaia di persone dalla loro terribile sorte? Come Wallenberg, come Schindler, come Perlasca?  Leggi il seguito di questo post »

Potevano essere 7?

Deciso intervento di Papa Ratzinger alla commemorazione per il cinquantenario della morte di Papa Pio XII: il Pontefice (per il quale è in corso il processo di beatificazione) che fu accusato, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, per il suo silenzio sulla sorte degli ebrei d’Europa che in quegli anni venivano sterminati dai nazisti.

Per Ratzinger egli “agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perchè, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei.”

Secondo la ricostruzione del più ponderso saggio mai scritto sulla Shoah, La Distruzione degli Ebrei d’Europa di Raul Hilberg, le vittime accertate dell’Olocausto variano tra i 5 ed i 6 milioni, secondo le diverse fonti utilizzate.

Chissà come sarebbe potuta finire, senza l’azione segreta e silenziosa di Papa Pacelli.

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DIO e la FED

Non si ricordava un intervento tanto drammatico di un pontefice da quando Roma fu bombardata nel ’43. In quei giorni Papa Pacelli si presentò tra le macerie del quartiere San Lorenzo per confortare, con la sua parola, i cittadini che avevano perso case e familiari durante il bombardamento alleato.

Ieri Papa Ratzinger ha voluto portare una parola di conforto e carità ai risparmiatori devastanti dal collasso della finanza: “solo la parola di Dio è solida, il denaro non vale niente”.

A queste parole (il denaro non vale niente, i risparmiatori pensavano che la regola valesse solo per le obbligazioni e le azioni) il Dow Jones, l’Eurostoxx ed il Nikkei hanno fatto harakiri perdendo tra il 5 ed il 10% e bruciando trilioni di dollari, euro e yen.

Ma così parlando Papa Ratzinger si è proposto come ultimo baluardo al crollo totale, proponendo la fiducia in Dio come estremo argine prima del baratro. Non più liquidità o iniezioni di fiducia basata sugli interventi pubblici. Ma parole sagge e ferme. E totale fiducia nel mistero della fede.

Non più Bernanke o Trichet ma Ratzinger. Non più azioni, obbligazioni, cash e manco il rifugio nei lingotti d’oro. Ma la Parola di Dio.

La Chiesa è diventata prestatore di ultima istanza.

La Fede invece della Fed.

Il tasso? L’8 per mille.

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Indiana Jones ed i Popoli Del Libro

E’ uscito il nuovo episodio della saga cinematografica di Indiana Jones (stavolta alla ricerca di un Teschio di Cristallo) ed ha fatto il botto. Un incasso di più di 100 milioni di dollari per il primo week end di programmazione. Il 4 episodio della serie ha già incassato più di ciascuna delle puntate precedenti, lanciandosi all’inseguimento di Guerre Stellari, episodio 3 (o la guerra dei Sith) che al suo debutto aveva infranto anch’esso la barriera dei 100 super bigliettoni.

Spielberg è tornato dietro la macchina presa per scrivere una nuova puntata di uno dei più straordinari blockbuster cinematografici della storia del cinema, dove l’eroe-archeologo Harrison Ford si lancia alla ricerca di arche perdute, di sacri graal, lasciandosi trascinare in anacronistiche ultime crociate. I riferimenti biblici e vangelici, le reliquie religiose, i miti medioevali e gli scontri di fede fanno insomma da sfondo ed ispirazione per uno dei più ricchi progetti cinematografici della storia.

Già la religione. La Bibbia. Per parlare di un altro blockbuster della cultura (non però al cinema dove si ricorda solo l’imponente baracconata di Cecile de Mille e la totale cantonata di John Houston in una produzione italiana del ’66): a tutt’oggi l’opera letteraria più venduta e diffusa della storia dell’Umanità.

La Bibbia che ha generato l’Ebraismo partendo da Abramo. Che ha poi tenuto a battesimo il cristianesimo introducendo il personaggio di Gesù e che ha infine ispirato la nascita dell’Islam con il revisionismo di Maometto. A ben vedere anche questa, come quella di Indiana Jones, appare una saga dove tutti i popoli del libro (ebrei, cristiani, musulmani) si rifanno all’orginale, al Dio creazionista. Tutto il monoteismo odierno si basa su quel primo episodio, sul Vecchio Testamento (guest stars Abramo, Noè, Mosè), senza il quale non avremmo il Nuovo Testamento e nemmeno il Corano. Leggi il seguito di questo post »

Dio e L’Airbus

D’accordo, Dio ha creato la terra in sei giorni ed il settimo si è riposato.

E’ vero. Dio ha creato tutte le cose, gli esseri umani e le altre specie viventi.

OK, OK, avete ragione. Ha creato il giorno e la notte e tutto dipende da lui.

Ma è capace di costruire un Airbus?

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