Alla Libica

la-russaDopo aver messo fine ad un contenzioso che durava 40 anni, quest’estate Berlusconi si è accordato il leader libico Gheddafi sull’indennizzo dovuto alla Libia per l’occupazione coloniale subita nella prima parte del ‘900.

Per la prima volta dopo Versailles (che sancì rovinose sanzioni a danno della Germania dopo la prima guerra mondiale) abbiamo riscoperto il principio piuttosto “mobile” che riparazioni economiche siano necessarie per eventi politici di quella portata. Abbiamo anche scoperto che la Libia, non soddisfatta dei sequestri di beni ai danni dei coloni italiani espatriati, abbia preteso una somma in denaro (5 miliardi di euro) per chiudere il conto. Soldi pubblici che Silvio ha volentieri concesso (non essendo i suoi) annoverando così Gheddafi nella cerchia sempre meno ristretta dei suoi amici politici.

5 miliardi di euro per costruire tra l’altro l’autostrada litorale libica, in 20 anni (all’Italiana); Leggi il seguito di questo post »

La vanga di Keynes

vangaQualche giorno fa a Napoli un uomo è caduto in una buca ed è morto.

Qual è la notizia, direte voi? Una buca, a Napoli. Manca solo il cane del proverbio.

Ma la notizia è che quella è una buca keynesiana. Una buca dell’economista John Maynard Keynes: l’economista più citato nei momenti di crisi.

Lo ha fatto anche il Ministro Giulio Tremonti,  presentando il famoso decreto anti-recessione. Un intervento che è stato sbandierato all’inizio per un valore di 80 miliardi, poi scesi a 13, poi a 7 prima di ripiegare su meno di 4. Ma grazie all’utile analisi di Tito Boeri su La Voce, scopriamo che il piano  non vale nemmeno 4 miliardi: lo Stato incasserebbe infatti in saldo più di quanto spende, rendendo di fatto inutile (anzi dannosa) la manovra.

Questo ennesimo episodio, oltre a svelare la baldanza propagandistica del governo, rende chiaro che nelle casse pubbliche i soldi sono veramente finiti: persino gli illusionismi tremontiani non riescono infatti a scovare l’asso in mezzo alle tre carte.

D’altronde che la corsa fosse terminata si era capito. Dall’inizio degli anni ’80 lo Stato Italiano, in una sorta di ipertrofismo della spesa pubblica, ha accumulato quasi tutto il suo debito attuale (dei 1.700 miliardi di euro di debito pubblico odierno ben 1.500 sono stati accumulati dall’81 ad oggi). La Repubblica ha fatto esplodere il deficit ed è riuscita nell’impresa di sfondare completamente le casse statali pur in periodo di forte espansione economica del ciclo. Leggi il seguito di questo post »

Non è un cattivo ragazzo…

berlusconi1…è solo che porta sfiga.

Tasso di crescita annuo del PIL  in Italia dal 1981 ad oggi:

a) media Governi non-Berlusconi: +1,97%

b) media Governi Berlusconi (fino al 2008): +0,93%

c) media Governi Berlusconi (incluse previsioni fino al 2010): +0,71%

(Fonte: Fondo Monetario Internazionale)

Semplificando ma Complicando: verso il Disastro.

Non c’è che dire.

Dovevano semplificare. Dovevano ridurre le tasse.

Il Decreto Anti-Crisi del Governo consta di 36 capitoli per un totale di 3,6 miliardi. 100 milioni a capitolo. Si prevede un bonus. Ancora per i vecchi. Ancora per i neonati. Si considerano i disabili. Ci si rimangia la detassazione sugli straordinari ma rimane quella sui premi. Forse entrerà la Porno Tax. Esce l’IVA agevolata per Sky. Cambia l’OPA. Si devolvono soldi ad istituti per sostenere i precari ma per 3 mesi. Si ricalcolano i crediti di imposta. Si può dedurre l’IRAP, ma fino al 10%. Si detassano i microprogetti urbani ma mancano le misure. Si istituisce un Fondo per le Ferrovie, purchè la stipula dei contratti risponda a criteri di efficientamento. C’è un Fondo di Credito per famiglie con neonati (anche adottati). Si escutono le Fideiussioni e le Polizze della Pubblica Amministrazione. Si da una delega in bianco al Governo per far avverare l’Expo nel 2015 (…)Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documenti analogici originali, formati in origine su supporto cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono a ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è assicurata da chi lo detiene mediante l’utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto delle regole tecniche (…) Sbucano 60 milioni per i progetti strategici. Si riassegnano daccapo i fondi per la formazione (“In considerazione della crisi economica internazionale, dunque, riprogrammazione di risorse”).  C’è lo scudo fiscale per i cervelli che rientrano, non per quelli che rimangono. C’è un’indennità di vacanza per i dipendenti pubblici. Si prorogano gli Lsu nella scuola. In via sperimentale l’IVA verrà pagata all’incasso ma “non si applica ai regimi speciale ne a chi applica l’inversione contabile”. Il tutto va approvato da Bruxelles. Le banche possono salire oltre il 15% nelle imprese ora che non hanno i soldi per farlo. Ai dipendenti delle forze dell’ordine sotto i 35mila di reddito si applica in “via sperimentale” una riduzione delle tasse, per vedere come le useranno. Le società dovranno certificare la posta elettronica. 450 milioni vanno ad un fondo di Garanzia per prestiti alle piccole e medie imprese in Italia: ma il 30% sono destinati ad un Fondo di Contro Garanzia sulla Garanzia stessa. Si privatizzano i traghetti. Si riallineano i principi contabili (caso mai fosse colpa loro). Si riduce l’acconto imposta del 3%. Si farà qualcosa  per i crediti ultradecennali vantati verso il Fisco (prestando garanzie finalizzate all’uopo, ma manca il decreto). Dopo gli anni dell’Università si riscattano anche gli anni del Servizio Civile ai fini pensionistici (mancano gli anni dell’infanzia, i migliori). (…) Modifiche procedimentali alla disciplina sugli aggi. Rimodulazione della disciplina relativa alla restituzione delle anticipazioni effettuate dalle società concessionarie del servizio nazionale della riscossione in forza del cosiddetto obbligo del non riscosso come riscosso (…) Si stabilisce che al solo scopo di sostenere il credito alle Imprese (non le banche), lo Stato possa fornire prestiti alle banche senza che queste abbiano l’obbligo di restituirli. Si bloccano le tariffe autostradali per 6 mesi; anzi no, per 4. L’Authority vigilerà su prezzi di luce e gas che però non vengono bloccati. Si prevedono aiuti per le famiglie con 4 (quattro) figli a carico. Per chiudere con la seguente velocizzazione procedurale: “Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente per materia e di concerto con il ministro dell’Economia, individuerà gli investimenti pubblici di competenza statale, inclusi quelli di pubblica utilità, con particolare riferimento agli interventi programmati nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale programmazione nazionale, ritenuti prioritari per lo sviluppo economico del territorio nonché per le implicazioni occupazionali e i connessi riflessi sociali, nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale. Il decreto è emanato di concerto anche con il ministro per lo sviluppo economico quando riguardi interventi programmati nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale programmazione nazionale. Per quanto riguarda gli interventi di competenza regionale si provvede con decreto del Presidente della Giunta Regionale. Sul rispetto dei tempi di realizzazione individuati dal decreto vigilano commissari straordinari delegati, nominati con i medesimi provvedimenti.”

Avete capito, no?

Adesso uscite da qui e combattete la crisi.

Il Governo è con voi.

Finanza Cretina: è la Social Card

social-card2Più volte annunciata, la Social Card non era purtroppo uno scherzo.

Nata come impiego ideale del gettito della Robin Hood Tax varata a luglio (ma ne assorbe solo il 10%, e il resto?), la Social Card è il fiore all’occhiello di quella che una volta era la Finanza Creativa del Governo e che ora si trasforma in qualcosa di più intimamente perverso: la Finanza Cretina.

Tecnicamente la Carta Sociale introduce, per la prima volta in un paese Ocse, l’istituto dell’elemosina di Stato che non solo umilia pubblicamente chi la fa (1,3 milioni di individui per lo piu sopra i 65 anni) ma anche chi la concede (Mr Tremonti, che unisce qualità di illusionista a quelle di politico).  Finanza Cretina: non solo non inventa nulla e non redistribuisce ma ci aggiunge l’aggravante di essere inutile come strategia anti-crisi (impulso ed effetto sulle aspettative sono pari a zero, anzi negative, è ufficialmente un OKPanic). In più complica. E costa più a gestirla che a lasciarla dov’è. Leggi il seguito di questo post »

Basta così Robin. Avanti Kyoto.

3mountainsIl Governo italiano ha visioni ed allucinazioni di politica economica che cambiano a cambiare del sole, o del vento. Viene così il sospetto che il ricorso sistematico ai decreti legge per intervenire sull’Economia non sia tanto una prassi anti-democratica bensì l’unico modo di cambiare idea in corsa, in modo eguale e contrario, senza aspettare il compimento del lungo iter di una legge normale.

Qualche mese fa la Robin Tax introduceva un prelievo straordinario sugli extra-profitti di banche, assicurazioni e società energetiche. La spiegazione del novello ladro gentiluomo (il ministro Giulio Tremonti) fu che mentre gli italiani non arrivavano a fine mese a causa dei rincari dei beni di consumo, le grandi società facevano profitti mostruosi grazie alla tecnofinanza ed alla crescita dei prezzi delle materie prime come il petrolio.

Non più tardi di oggi, a seguito del solenne impegno governativo a non far perdere nemmeno un euro ai correntisti italiani, il governo si impegna a prestare almeno 15 miliardi di euro alle banche italiane per farle superare ‘a nuttata della crisi di liquidità e della necessaria ricapitalizzazione. La mano destra tassa, la mano sinistra ti presta i soldi. Un po’ come se Robin Hood rubasse ai ricchi e poi gli prestasse i soldi per venirlo a cercare. Leggi il seguito di questo post »

Robin Hood tiene famiglia

Era solo questa estate, ma sembra passato un secolo.

Tra Giugno e Luglio, l’impennata dei prezzi dei carburanti portava il nuovo Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ad attaccare i super profitti dei petrolieri ed imporre una tassa specifica, la Robin Tax, da redistribuire ai poveri. Tra i colpiti dalla tassa, che dovrebbe fornire circa 5 miliardi di Euro, anche il campione nazionale dell’energia petrolifera: l’ENI. L’argomento? I super utili della Società che hanno sfondato nel 2007 i 10 miliardi di euro. Troppi secondo il ladro gentiluomo Tremonti.

Quella stessa ENI che oggi ci viene raccomandata da Berlusconi per l’acquisto, allo scopo di non far crollare le quotazioni e, con esse, anche la capitalizzazione dell’azienda (circa il 30%) in mano al Tesoro. Argomento per comprare ENI? Lo stesso di Tremonti di Giugno-Luglio: i super-profitti che saranno superiori ai 10 miliardi di Euro anche per il 2008 che vengono usati per ingolosire gli italiani in cerca di extra rendimenti.

E Robin Hood? Che fine ha fatto?

Tiene famiglia anche lui.