Bombardamento di sigle in Palestina

La recente escalation del conflitto tra israeliani e palestinesi, culminata con l’uccisione di Abu Ali Mustafa, leader del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina durante un bombardamento aereo, mette in evidenza, per il grande pubblico, come Arafat non sia l’unico leader palestinese che controlli la resistenza verso Tel Aviv.

Dopo essermi scusato con voi per avervi chiamato grande pubblico, vado avanti.

In poche parole se dovessero fare fuori Arafat (c’erano quasi riusciti qualche anno fa in trasferta, a Tunisi) gli israeliani farebbero solo una piccola parte del lavoro perché gran parte della popolazione dell’Intifada viene mossa da altri leader, da altre sigle.

Il defunto Abu guidava il FPLP che sta per Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

Poi c’è l’OLP che sta per Organizzazione per la Liberazione della Palestina che è guidata da Arafat (e che, ovviamente, è divisa in correnti).

Il FDLP è il Fronte di Liberazione della Palestina. Non so chi la guida e non mi interessa.

L’ANP ha solo tre lettere e quindi credo sia fra le più importanti. E’ l’Associazione Nazionale della Palestina e presumo che contenga rappresentanze delle sigle precedenti.

Le organizzazioni terroristiche invece, di ispirazione confessionale, non usano le sigle ma i nomi più evocativi di Jihad, Al Fatah, Hezbollah.

I romani insegnarono al mondo intero il principio del Dividi et Impera ed ai loro tempi usarono questa strategia per tenere sotto il loro piede le varie tribù israelitiche prima della Diaspora.

I palestinesi, da popolo senza identità quali sono, non imparano dalla storia e recitano la parte degli ebrei prima della Diaspora.

Gli israeliani ci marciano sopra, ed il Mossad (il controspionaggio con la Stella di Davide) è famoso nella costruzione di una rete di spie e delatori per mettere zizzania e divisioni tra i palestinesi.

Il senso grottesco della situazione mediorientale fu colto, con effetti fulminanti, dai Monty Phyton nel loro film del 1979, Brian di Nazareth, che raccontava la vita di un contemporaneo di Gesu Cristo nella Palestina sotto il dominio imperiale di Roma.

Vi rimando allo script del film.

Un giorno mi verrà voglia di tradurlo. Consiglio comunque il film su DVD.

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Si uniscono i due portali dal volto umano

Dopo l’affaire Pirelli-Telecom un’altra M&A (fusione con incorporazione, detta altrimenti acquisizione) ravviva una Borsa giù di tono da un po’ di tempo.

Dada si è comprata Clarence.

Supereva & Clarence da oggi girano a braccetto. Sono fatti l’una per l’altro. Si divideranno le ricchezze di casa.

A ben pensarci l’unione era inevitabile dato che erano gli unici portali a scegliere come simbolo una figura umana, una bella morettina, la mitica Eva (o Super Eva?) per Dada ed un simpatico angelo bislacco, con berretto, nasone e l’aria da ubriaco, per il portale della satira Clarence, inventato da alcuni redattori di Cuore.

Due figure umane contro una concorrenza di ranocchi verdi, cani neri, Y e V panciute.

Da oggi il futuro è più roseo e divertente.

Clarence porterà in dote autori geniali e una biblioteca di “svanziche” digitali, Supereva metterà di suo un esercito di guide, 500, esperte di tutto lo scibile.

Io comunque l’avevo previsto, me lo sentivo…

Ehi, mi raccomando…non cominciamo a parlare di tagli, eh…di satira non ce n’è mai abbastanza.