Perché non credere

Non è solo per non perdere il gusto della sorpresa. Ne in questa vita, ne in quell’altra. Per non privarsi della meraviglia dell’impredicibile. Si tratta piuttosto di un altro tipo di scommessa rispetto a Pascal: non sai cosa potresti vincere, ma almeno sai quanto (e cosa) perdi.

Il Natale

Se gli uomini avessero davvero nello sguardo la lucidità di Dio saprebbero distinguere, nel flusso delle idee filosofiche, le verità metafisiche dalle vicende puramente storiche. Guardate il Cristianesimo. E la festa del Natale. Duemila anni fa, in Palestina, in una cerchia ristretta di rabbini impazienti maturò la decisione dello strappo dalla religione degli avi. Insoddisfatti del tempo messianico, dalle promesse vane di un salvatore annunciato da migliaia di anni, deciesero che il tempo era maturato e che il salvatore era Gesù: un angelo biondo, probabilmente carismatico, bello e dai lunghi capelli. L’Ebraismo rinnovato da questi rivoluzionari si staccò dalla tradizione del Vecchio Testamento: la nuova religione voleva tutto e lo voleva subito. Il distacco divenne presto odio per i Padri. La Storia si riempì di promesse ancora oggi da mantenere. Ecco, pensate al Cristianesimo come ad un ’68 ebraico. A Gesù come una rockstar. Al Natale come una Woodstock che ogni anno si rinnova. Poi oggi ascoltate il messaggio natalizio di Papa Ratzinger in Vaticano. Come diceva quella canzone: “sei finito in banca pure tu.”

Artista

Non volle essere artista per non gettare via la sua vita. Ma è proprio illudendosi di esserlo, che la sprecò davvero.

Eburnea

“Passò tutta la vita a costruire la sua Torre d’Avorio. Poi ci si chiuse dentro: una volta per tutte.”

Il Maschio e la Ritirata Strategica

Tutto fa pensare, nella guerra dichiarata ormai quarantennale tra il Maschio e La Femmina, che il primo stia praticando la strategia della Ritirata Strategica. Come il generale Kutuzov contro Napoleone a Borodino, come Zukov, dopo il collasso sovietico di fronte alle Panzer Divisionen di Von Bock. Il Maschio cede terreno, si ritira con la coda tra le gambe, scappa via. Però fa terra bruciata, non lascia nulla dietro di sè. Niente di cui la Femmina si possa impossessare, che possa usare contro di lui.  Fino a quando la Femmina si sentirà davvero in un paese straniero, troppo lontana da casa, al freddo, senza il vestito giusto. Tormentata dall’assalto dei rimorsi dietro le linee. Senza più i rifornimenti per l’anima. E allora, come la macchina da guerra nazista e la Grande Armèe prima di lei, anche la Femmina tornerà indietro, morta di nostalgia per la sua Patria interiore. Stanca, distrutta, senza più la fiducia in se stessa. E verrà così incalzata, in una rotta psicologica e sociale senza precedenti, dal Cosacco a cavallo o sul Carro Armato. Dall’odiato Каза́ки abituato ai rigori del Generale Inverno. Sazio. Violento. Crudele. Che la prenderà a calci fino a casa. Ma poi, forse, le farà due coccole prima di andare a dormire.

Basta insulti

Ieri un’automobile senza passeggero si è fermata davanti a Palazzo Chigi, e ne è scesa Mara Carfagna. L’ autista è poi ripartito, con aria visibilmente soddisfatta.

L’Avidità e il Mercato

Nel bel mezzo della crisi economica si invoca a gran voce il ritorno della politica. Più politica e meno mercato, si afferma: mai più dovrà succedere che l’avidità del libero scambio distrugga il bene comune per favorire i ricchi ed i potenti, gettando il resto della società nella povertà più nera. Bisognerebbe però chiarire che ciò che chiamiamo mercato, in realtà, è prima una teoria poi una prassi. L’avidità invece è un sentimento umano. Che abbonda in particolar modo tra i politici.